Due donne trovate morte in casa in stato di decomposizione, doppio dramma della solitudine. ''Due persone che non avevano mai chiesto aiuto''
L'assessore Gasparin si dice affranto per quanto successo e rilancia i servizi di aiuto e assistenza che il Comune mette in capo per non lasciare sole le persone: ''Rete che è presidio importante per intercettare situazioni di fragilità''

UDINE. Due donne trovate morte a poche ore di distanza l'una dall'altra. Una in viale Cadore aveva 75 anni ed era deceduta da tempo infatti il suo corpo era in avanzato stato di decomposizione, l'altra scoperta oggi in via del Gelso aveva 88 anni e anche in questo caso era morta da diversi giorni. L’Assessore alla salute ed equità sociale di Udine Stefano Gasparin interviene quindi su questi due drammatici decessi avvenuti in città: “Sono due morti che colpiscono profondamente, non solo per l’esito tragico ma per le circostanze di vita delle due donne e per l’isolamento che evidentemente entrambe stavano vivendo. In nessuno dei due casi risultano contatti con i servizi sociali, né comunali né dell’Ambito territoriale del Friuli Centrale: due persone che non avevano mai chiesto aiuto e che non erano mai state segnalate''.
Nel primo caso si trattava di una donna rimasta completamente sola dopo la morte dell’anziana madre; nel secondo, invece, emerge la presenza di familiari anche stretti. Situazioni diverse, che però pongono lo stesso interrogativo sul rischio della solitudine, soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione. Entrambe, infatti, sono state trovate a giorni di distanza dalle loro morti.
''Di fronte a episodi come questi è importante ricordare che il Comune dispone del servizio ‘No alla solitudine’ - continua Gasparin - una rete che può intervenire a supporto delle persone sole o in difficoltà, per motivi anagrafici, di salute o di isolamento sociale. I servizi ci sono e possono essere fondamentali: nel corso del 2025 lo sportello comunale ha gestito oltre quattromila richieste, con migliaia di interventi di accompagnamento sanitario, supporto domiciliare, compagnia e aiuto pratico, grazie al lavoro importante delle associazioni di volontariato''.
E non è tutto. Accanto a questo servizio, sono attivi servizi di compagnia telefonica, consegna di documenti a domicilio e progetti dedicati alla socialità e al benessere degli anziani, sostenuti dall’Amministrazione. ''Il nostro impegno è continuare a rafforzare questa rete di prossimità - completa l'assessore - e, allo stesso tempo, promuovere una maggiore consapevolezza: chiedere aiuto, o segnalare una situazione di fragilità, può fare la differenza. Va ricordato che l’Ambito territoriale del Friuli Centrale segue una rete significativa di utenti anziani, anche in raccordo con il sistema sanitario nell’erogazione dei servizi e degli interventi: nel 2024 gli anziani in carico erano 4.002, di cui il 69% residenti nel Comune di Udine, con un trend in crescita del +11% nell’ultimo triennio. Questa rete rappresenta un presidio importante per intercettare situazioni di fragilità e intervenire prima che diventino critiche''.












