Entra in questura, cerca di sfilare la pistola a un'agente e crea il caos, sarebbe la stessa persona che aveva appiccato gli incendi alla Startech
L'uomo sarebbe un lavoratore dell'azienda che sta vivendo una crisi molto pesante con 320 dipendenti che trattengono il fiato

TRIESTE. Nel pomeriggio dello scorso sabato, 9 maggio, un individuo è entrato nell'edificio della Questura di Trieste in stato di agitazione, creando scompiglio e millantando con fare molesto di avere delle denunce da sporgere, prima di tentare di afferrare l'arma di una delle agenti di polizia che tentavano di calmarlo, momento che ha fatto scattare la reazione immediata degli altri poliziotti che lo hanno placcato e arrestato. I successivi accertamenti avrebbero stabilito come l'uomo, un 47enne, fosse un dipendente della “Startech” di Trieste, l'azienda specializzata nella produzione di componentistica avanzata nell'ambito delle telecomunicazioni e attualmente al centro della nuova grave crisi industriale cittadina, per la quale trattengono il fiato oltre 320 dipendenti.
Il “fil rouge” della vicenda si articola sempre più in profondità poiché l'autore del parapiglia avvenuto in Questura è indagato anche per l'accensione di almeno due incendi, uno all'interno l'altro all'esterno degli ambienti dell'azienda. Tutto era cominciato all'inizio del mese, quando al tradizionale corteo del primo maggio si erano uniti anche alcuni lavoratori della StarTech, poiché uno degli asset cardine dell'azienda, l'israeliana “New Photonics” si era defilata dal piano industriale e non erano stati pagati gli stipendi di aprile. Già in quest'occasione il sindacato Uil aveva rilasciato alla stampa locale parole di forte preoccupazione per le sorti di quei lavoratori per i quali le retribuzioni del mese di aprile fino ad allora non erano ancora pervenute, una situazione che da li in poi sarebbe degenerata in fretta.
Il giorno dopo infatti, il 2 maggio, ecco i due atti criminali: due incendi vengono spenti a ridosso dell'edificio che ospita la sede della StarTech. Le telecamere di zona inquadrano una figura sospetta ma riguardo l'identità dell'autore del gesto sul momento non arrivano conferme. E poi ancora, 3 maggio, un altro incendio scoppia a Trieste, questa volta dalla parte diametralmente opposta, sul monte Radio, parte del costone carsico che sovrasta la città. Ancora una volta non emergono prove ma il sospetto che la mano che ha causato il rogo fosse la stessa degli altri due alla StarTech inizia ad aleggiare, anche perché nell'area campeggiano i ripetitori televisivi della Rai. Questo eventuale collegamento è tuttavia ancora oggetto di indagine e spetterà agli inquirenti stabilire la realtà dei fatti.
Da quel momento si entra in uno stato di calma apparente: il Ceo della StarTech Novica Mrdovic Vianello predica calma, afferma di essere d'accordo con nuovi investitori e avvia un tavolo di interlocuzione sia con la Regione che con i sindacati rassicurando sulla volontà dell'azienda di voler saldare le retribuzioni dei dipendenti l'8 maggio scorso, ma al momento dello scoccare della data fatidica, le retribuzioni ancora non arrivano. “Nel prendere atto della comunicazione aziendale sul tema stipendi – dichiara per Il Dolomiti Antonio Rodà, segretario del sindacato Uilm - evidenziamo come il mancato pagamento degli stessi costituisca una grave violazione degli impegni presi al tavolo sindacale ed istituzionale dei giorni scorsi. Per questo motivo condanniamo fermamente tale atteggiamento”. L'azienda aveva tuttavia fatto slittare il termine dei pagamenti alla giornata di oggi, 11 maggio, quando di fronte ad un presidio di circa 150 persone davanti ai cancelli della StarTech, ecco arrivare una prima trance di 850 euro sui conti dei lavoratori, che dovrebbe essere seguito dal saldo nelle prossime ore perché, a detta dell'azienda, i pagamenti arriverebbero da due conti correnti distinti.
Nonostante la boccata d'ossigeno tuttavia, è ancora presto per parlare di crisi rientrata, e i lavoratori continuano a guardare il futuro con una doverosa cautela. “Prendiamo un po' di fiato ma i problemi restano – ha spiegato Rodà –. Il prossimo 14 maggio è atteso un ulteriore incontro tra l'azienda, le istituzioni e noi del sindacato per avere garanzie sul piano industriale ma è chiaro che ci sia ancora un certo scetticismo, d'altronde gli stipendi sono arrivati con due settimane di ritardo sulla decorrenza contrattuale che era lo scorso 27 aprile, e questo nonostante le rassicurazioni della StarTech a Governo e Regione che avrebbero saldato venerdì scorso. Intanto il Ceo Mrdovic Vianello continua a parlare di grossi investitori in arrivo e quant'altro, speriamo bene e che la crisi possa rientrare”.












