Giornata della Memoria flop alla Riseria di San Sabba, Fedriga: ''Le scuole assenti? La Regione può sensibilizzare gli enti ma non possiamo sostituirci a loro''
A fronte di una celebrazione del Giorno della Memoria quasi deserta che ha visto nell'assenza delle scuole il dato più eclatante, il governatore Fedriga ha preso atto del fatto e ha richiamato alle proprie responsabilità tutti gli enti coinvolti

TRIESTE. “Dove sono le scuole?” si è domandato amareggiato il rabbino Alexander Meloni rivolto ad una quasi deserta platea della Risiera di San Sabba questa mattina, durante la celebrazione del Giorno della Memoria, facendosi portavoce di uno stupore già diffuso tra i presenti, quello relativo all'assenza clamorosa dei più giovani che maggiormente sono coloro a cui il messaggio del 27 gennaio dovrebbe arrivare ed essere tramandato.
Come se quest'anno per le scuole fosse un po' più ''sconveniente'' dei decenni passati partecipare al ricordo di uno degli atti più mostruosi che l'umanità ricordi. In uno dei luoghi, la Riseria di San Sabba, che è stato il simbolo di quella barbarie, unico campo di concentramento nazista munito di forno crematorio sul territorio italiano dove vennero trucidate migliaia di persone.
Il mondo della scuola, però, quest'anno non c'era alla Riseria. Israele, la guerra a Gaza, hanno cambiato qualcosa nell'opinione pubblica rispetto a quanto avvenne 80 anni fa e allo sterminio sistematico e organizzato di 6 milioni di ebrei? Perché alla Riseria il mondo della scuola non c'era e dei 2.200 posti predisposti solo 270 erano occupati? Una domanda per la quale Il Dolomiti ha raggiunto il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, per capire quali possano essere le leve che la Regione può sfruttare per sopperire ad una mancanza che non è passata inosservata nemmeno alle amministrazioni.
Ha commentato Fedriga: “E' un fatto a cui bisogna guardare come uno spunto costruttivo. Come regione possiamo sensibilizzare tutti gli enti coinvolti. Non possiamo sostituirci ad altri, però possiamo lavorare insieme anche oltre le nostre strette competenze se necessario, per cercare di favorire la partecipazione maggiore”. Un argomento quindi che richiama alle responsabilità di tutte le parti che compongono il sistema dell'istruzione, sia sul piano didattico che istituzionale, e che invita alla riflessione su come venga trattato il tema dell'Olocausto nelle aule, per la quale il governatore ha osservato: “Sicuramente all'interno delle scuole si parla del Giorno della Memoria, dei drammi che rappresenta e si studia. Però se le ragazze e i ragazzi delle scuole vedono cos'era un campo dove venivano perseguitate e uccise delle persone, penso sia utile anche per tradurre quella barbarie da una nozione che si acquisisce in un libro, alla consapevolezza del dramma che persone vere hanno vissuto anche sul nostro territorio”.












