Contenuto sponsorizzato
FVG
07 aprile | 21:11

Gli antichi "casoni" della laguna resort per il turismo di lusso? A rischio il paesaggio che ispirò Hemingway. Il Comune: "Non aderite alla raccolta fondi perché è fraudolenta"

Un patrimonio storico e paesaggistico talmente caratteristico è il suo valore da aver colpito anche lo scrittore Ernest Hemingway, che lì vi ambientò il celebre "Di là dal fiume e tra gli alberi". Il punto del Comune sull'aggiudicazione dell'asta impugnata in sede legale. L'amministrazione inoltre raccomanda ai cittadini di non partecipare alla raccolta fondi: "Non esiste alcun comitato, gruppo volontario o organizzazione ufficialmente costituito e riconosciuto per la tutela dei casoni lagunari"

MARANO LAGUNARE (UDINE). Il sindaco del comune di Marano Mauro Popesso ha già evidenziato, a più riprese e con orgoglio, l'importanza del territorio lagunare del suo comune di pertinenza, definito quale “ambiente di transizione” tra l'entroterra e il mare Adriatico, nonché particolarmente caratteristico alla luce tanto del suo patrimonio naturalistico, quanto di quello storico. Un'area al centro di una disputa legale, promossa dal Comune, sull'aggiudicazione all'asta. E c'è anche una raccolta fondi sulla quale l'amministrazione raccomanda ai cittadini di non aderire perché non riconosciuta e poco trasparente.

 

Un patrimonio quello dei cosiddetti "casoni", così vengono chiamati nel dialetto locale le grandi strutture storiche costituite da capanni per la pesca realizzate con i tipici tetti spioventi di canna palustre, che per secoli hanno assistito alla vita dei pescatori maranesi nelle acque della laguna, e diventati simbolo di un equilibrio antico tra l'uomo e quel particolare tipo di ambiente, che rischia di diventare un caso. Un mondo sospeso dunque, tra acqua, pesca, sale e terra, capace di affascinare anche Ernest Hemingway, vedere per credere il suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi” che si ambientava anche in quella laguna, del 1950.

 

Un equilibrio messo in bilico dal fallimento della cooperativa locale che esercitava nell'area l'allevamento dei molluschi, la diretta conseguenza infatti è stata la messa all'incanto di diversi lotti lagunari, compresi alcuni terreni sensibili come l'isola della Marinaretta, da parte del Tribunale di Udine.

 

Ma gli ultimi “casoni” di Marano potrebbero finire in mano a privati e diventare dei resort appannaggio di un turismo esclusivo che certo poco valorizzerebbe l'ambiente lagunare? Ecco che è spuntata una nuova raccolta fondi d'urgenza, volta a raccogliere le risorse necessarie per acquisire i casoni e mantenerli accessibili, sottraendoli così alla logica della privatizzazione e destinandoli a un turismo lento, rispettoso e radicato nelle tradizioni locali.

 

Una raccolta fondi alla quale il Comune chiede però di non aderire perché c'è già stata un'aggiudicazione e quindi non si è a conoscenza della destinazione degli eventuali soldi raccolti, come apprende il Dolomiti direttamente dall'amministrazione comunale di Marano Lagunare.

 

"L’amministrazione comunale è venuta a conoscenza di una raccolta fondi attualmente in corso sul web, promossa in forma anonima attraverso diversi siti internet, con l'apparente finalità di raccogliere risorse per l'acquisto dei due casoni lagunari maranesi oggetto di recente asta pubblica", si legge nella nota. "Si informa che l'asta si è conclusa in data 2 aprile 2026 con l'aggiudicazione a un soggetto privato".

 

La raccolta fondi in questione "è pertanto priva di qualsiasi utilità concreta rispetto all'obiettivo dichiarato e potrebbero configurarsi i presupposti per essere qualificata come condotta fraudolenta, in particolare a danno dei cittadini maranesi che intendono tutelare i casoni lagunari".

 

Il Comune è "già parte attiva nelle sedi legali competenti. L'amministrazione comunale infatti ha promosso ricorso dinnanzi al Commissario agli Usi Civici di Trieste al fine di accertare la natura demaniale civica dei casoni e la loro appartenenza alla collettività dei residenti maranesi. Un'udienza è fissata per l'8 maggio 2026".

 

Il Comune non ha partecipato all'asta pubblica in quanto "ritiene che tali beni siano già gravati da uso civico, essendo stato lo stesso Comune a rilasciare le relative autorizzazioni agli attuali fruitori in forza di tale gravame, e che pertanto la loro alienazione a soggetti privati sia giuridicamente contestabile. Si precisa che non esiste alcun comitato, gruppo volontario o organizzazione di raccolta fondi ufficialmente costituito e riconosciuto dall'amministrazione per la tutela dei casoni lagunari. E' il Comune di Marano Lagunare che agisce, per conto e nell'interesse della propria comunità, attraverso le azioni legali intraprese, tra cui prima per rilevanza il citato ricorso al Commissario agli Usi Civici".

 

L'Amministrazione ha già incaricato il proprio legale di approfondire la vicenda relativa alla raccolta fondi e si riserva di adire le sedi opportune. "Il sindaco invita pertanto i cittadini a non effettuare donazioni a soggetti anonimi che non hanno titolo ad agire in questa materia, e a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune di Marano Lagunare per ogni aggiornamento sulla tutela dei casoni lagunari", si conclude la nota.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cultura
| 23 maggio | 20:40
Le mura di Palmanova, la splendida città stellata, soffrono una cronica mancanza di intervento di restauro ma ora qualcosa comincia a muoversi: [...]
Cronaca
| 23 maggio | 19:48
Aveva appena vent'anni Paolo Genuin, giovane poliziotto originario di Falcade, in forza alla sottosezione della Polizia Stradale di Merano, quando [...]
Sport
| 23 maggio | 18:54
A Las Vegas domenica 24 maggio si "celebrano" gli Enhanced Games, gare di nuoto, atletica e sollevamento pesi con alcuni atleti professionisti [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato