“Hanno dedicato la vita al lavoro di cura e assistenza e oggi sono senza pensione: 3700 donne over 67 senza una reale tutela economica in Alto Adige”
La denuncia del Team K: “Circa 3.700 donne over 67 in Alto Adige non percepiscono alcuna pensione. Presenteremo in Consiglio provinciale una proposta per migliorare la sicurezza economica di quelle donne che, a causa di decenni dedicati all'assistenza familiare e alla cura di altre persone, non hanno potuto maturare una pensione”

BOLZANO. “Queste donne hanno spesso assunto per decenni la responsabilità delle proprie famiglie. Hanno lavorato, ma in modo non retribuito. Molto di ciò che facevano era semplicemente considerato normale all'epoca”. A parlare è la consigliera provinciale del Team K, Maria Elisabeth Rieder, in un intervento nel quale il movimento altoatesino riporta come siano circa 3.700 le donne over 67 in Provincia di Bolzano che non percepiscono alcuna pensione.
I dati, dicono, arrivano da un'iniziativa della stessa consigliera e sono stati resi pubblici da un'indagine dell'Astat: proprio sulla base di questi numeri, ora il Team K vuole presentare in Consiglio una proposta volta a migliorare la sicurezza economica di quelle donne che “a causa di decenni dedicati all'assistenza familiare e alla cura di altre persone, non hanno potuto maturare una pensione”.
“Questi numeri purtroppo non mi sorprendono – spiega Rieder –. Confermano quanto ho già evidenziato più volte: molte donne anziane hanno dedicato tutta la vita al lavoro di cura e assistenza e oggi si trovano senza una pensione propria e quindi senza una reale tutela economica per la vecchiaia. Proprio per questo mi sono impegnata affinché questi dati venissero raccolti. Ora disponiamo per la prima volta di una base statistica solida e da questi dati devono arrivare conseguenze politiche concrete”.
Secondo la consigliera, dietro questi numeri ci sono migliaia di storie personali: “Queste donne – continua – hanno spesso assunto per decenni la responsabilità delle proprie famiglie. Hanno lavorato, ma in modo non retribuito. Molto di ciò che facevano era semplicemente considerato normale all'epoca”.
Guardando indietro infatti, le donne di quella generazione, continua il Team K: “Raramente avevano una vera possibilità di scelta. I servizi per l'infanzia erano limitati, il lavoro part-time poco diffuse e le strutture assistenziali per anziani o persone non autosufficienti erano molto meno sviluppate rispetto a oggi. Chi cresceva i figli o si prendeva cura di genitori e suoceri bisognosi di assistenza restava spesso a casa per molti anni, senza poter maturare o maturando soltanto in minima parte diritti pensionistici propri”.
“Senza il lavoro di cura e assistenza non retribuito – continua Rieder – svolto da queste donne, il nostro sistema sociale e assistenziale non avrebbe potuto funzionare per decenni. Queste donne hanno fornito un contributo da cui l'intera società ha tratto beneficio. Il fatto che oggi molte di loro siano economicamente meno tutelate non è soltanto una vicenda personale, ma una responsabilità sociale e politica che dobbiamo assumerci”.
L'indagine mostra inoltre che circa 2.600 delle donne interessate vivono in nuclei famigliari con un reddito annuo superiore a 13mila euro, generalmente insieme al coniuge. Per Rieder questa lettura è però insufficiente: “Non parliamo solo di reddito familiare, ma anche dell'autonomia economica delle donne. Chi non dispone di un reddito proprio si trova inevitabilmente in una condizione di maggiore dipendenza ed è più esposto al rischio di difficoltà economiche in età avanzata, ad esempio in caso di separazione o di decesso del partner”.
“Molte donne – continua – mi raccontano di aver dedicato tutta la loro vita agli altri e oggi si ritrovano in una posizione economica precaria. Questo mi colpisce profondamente. Queste donne hanno dato un contributo importante e meritano non solo riconoscimento, ma anche sicurezza finanziaria”.
Secondo Rieder, gli strumenti indicati dalla Giunta provinciale, come i fondi pensione complementari o i contributi previdenziali per i periodi dedicati all'educazione dei figli e all'assistenza familiare, rappresentano misure importanti per le generazioni più giovani. Per molte donne che oggi sono già in età pensionabile, però, tali interventi arrivano troppo tardi.
Sulla base dei dati disponibili, l'obiettivo del Team K è elaborare ora una mozione per sostenere in particolare le donne anziane che non hanno potuto costruirsi una copertura pensionistica. “Con questa rilevazione – conclude la consigliera – disponiamo finalmente di una base dati affidabile. Ora non basta limitarsi a pubblicare i numeri: dobbiamo elaborare soluzioni concrete e assumerci la nostra responsabilità”.












