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Belluno
01 giugno | 22:41

I soccorritori hanno recuperato il corpo di Lasse Pekka Ruuskanen, disperso da novembre. Il 35enne era precipitato tra le crepe della montagna e sepolto dalla neve

Appassionato di lanci con la tuta alare, il 35enne era precipitato sulla Busazza nel novembre scorso. La svolta quando è stata individuata la vela. Il corpo di  Lasse Pekka Ruuskanen è stato riportato a valle dopo una lunga e impegnativa operazione a 3.500 metri

di Redazione

TAIBON AGORDINO. E' stato individuato e recuperato il corpo di Lasse Pekka Ruuskanen, il base jumper finlandese disperso da novembre sulla Busazza. Il 35enne era precipitato tra le crepe della montagna dopo un lancio dalla cima.

 

La salma è stata riportata a valle dal soccorso alpino dopo un lungo e impegnativo intervento in parete, ostacolato dalla presenza di nubi basse.

 

Appassionato di lanci con la tuta alare, il 35enne finlandese si era quasi sicuramente lanciato dalla cima della Busazza sabato 16 novembre dell'anno scorso.

Le ricerche erano iniziate domenica 17 novembre quando un amico aveva lanciato l'allarme per l'assenza di notizie e di comunicazione dal venerdì precedente.

Il furgone era stato trovato parcheggiato al Rifugio Capanna Trieste e da lì si sono diramate le operazioni già nel corso della notte. Le perlustrazioni a piedi e i sorvoli erano proseguiti senza tregua il giorno dopo, ma le attività erano state fermate a causa di una forte nevicata, che aveva ricoperto le pareti delle montagne dai 2.200 metri a salire e quindi anche alla quota di 2.600 metri, dove era attestata la probabile geolocalizzazione del cellulare del 35enne, confermata in seguito da un ulteriore sorvolo con apparecchio Recco.

Appena il maltempo era cessato, elicotteri, droni, squadre a piedi ed elitrasportate avevano tentato di ritrovarlo con tutte le forze e i sistemi tecnologici in dotazione a soccorso alpino, guardia di finanza, vigili del fuoco e carabinieri.

 

La zona era compresa in un profondo canale verticale, colmo di neve, asperità e fratture nella roccia e, purtroppo nonostante i reiterati passaggi, non si era potuto rintracciare il punto in cui si trovava Ruuskanen.

 

I soccorritori hanno atteso che la parete si liberasse dalla neve e che concedesse di arrivare a perlustrare negli anfratti più profondi. In questi mesi sono proseguite le attività e le osservazioni mediante droni e con i binocoli ogni settimana.

 

Questa mattina, lunedì 1 giugno, una squadra composta da un soccorritore del soccorso alpino di Agordo e un altro della guardia di finanza di Passo Rolle con il drone (membro anche del soccorso alpino di Agordo) ha nuovamente visionato la parete alla quota di 2.600 metri: nella zona dove risultava il posizionamento del cellulare i soccorritori hanno infine individuato la vela di colore scuro.

 

Informata la Prefettura, nel pomeriggio sette soccorritori si sono preparati al Rifugio Capanna Trieste per le operazioni di recupero.

 

In due rotazioni l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha verricellato in parete quattro soccorritori e il tecnico di elisoccorso. Scesi su un terrazzino i tecnici hanno predisposto un ancoraggio, per iniziare a calarsi seguendo le funi della vela, finché non hanno raggiunto il corpo del 35enne ancora nascosto dalla neve.

 

Dopo averlo riportato in superficie e preparato, il cielo si è chiuso e i soccorritori hanno dovuto attendere oltre un'ora. Fortunatamente si è poi aperto un varco e l'elicottero è riuscito a ultimare l'intervento, ormai quasi buio, riportando la squadra e la salma a valle in due rotazioni. 

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