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Trento
07 maggio | 06:00

Il branco del Lagorai scomparso dal Report Grandi Carnivori, la Pat si giustifica (ecco come) eppure lo censisce da quando esiste e usa una foto proprio di due esemplari

La spiegazione inviataci dalla Pat non chiarisce a dovere perché scrivere che i branchi sono calati e farne scomparire uno (foss'anche per ragioni di mancata documentazione anche se due segnalazioni sono state inviate con tanto di video e andavano a confermare quanto testimoniato dal 2022 ad oggi) senza spiegare nel report stesso il perché ai loro calcoli è scomparso pare poco corretto per chi (anche come noi) al Report si affida in tutto e per tutto per comprendere, studiare, analizzare il fenomeno grandi carnivori. E così si rischia di dare adito anche ai detrattori

TRENTO. ''Come riportato nel Rapporto grandi carnivori 2025, “i dati raccolti nel loro insieme fanno stimare, nel 2025, una consistenza minima pari a 22 branchi (o gruppi familiari), i cui home range hanno interessato del tutto o in parte il territorio provinciale”. Si parla di stime e consistenza minima, proprio perché per il lupo non viene fatto un monitoraggio genetico intensivo come accade invece per l’orso. Non è quindi escluso che ci possano essere altri branchi oltre ai 22 già inseriti nel documento scientifico. In merito al branco “Sinistra Fiemme-Lagorai”, inserito nel Rapporto 2024, ad oggi la Provincia non dispone di dati consolidati, circostanziati e geolocalizzati presentati secondo le procedure standard''. Questa la risposta della Provincia di Trento all'articolo che abbiamo pubblicato qualche giorno fa dove chiedevamo che fine ha fatto il branco ''Sinistra Fiemme-Lagorai'' che dal report grandi carnivori è letteralmente scomparso.

 

Una questione non di poco conto perché nella zona sono tanti gli allevatori e i pastori che si chiedono come mai quella che è per tutti (noi compresi) la Bibbia sui grandi carnivori, cui attingere informazioni serie e documentate, non riporta un'informazione cruciale per la loro esistenza (e le teorie del complotto già si rincorrono si va da chi dice ''non sarà che poi se abbiamo una predazione ci dicono che i lupi non ci sono qui?'' a chi all'apposto pensa che già che non c'è più se saranno abbattuti non se ne accorgerà nessuno). La spiegazione della Pat, dal canto suo, pare davvero fiacca. Annunciare che sono calati i branchi dimenticarsene uno che è stato sempre censito, da quando esiste, ed è lì bel bello con almeno 7 esemplari, come documentato da Paolo Scarian (con tanto di video, quello qui sotto, inviato a chi di competenza il 7 maggio e poi il 26 dicembre con tanto di messaggio ''dato definitivo 7 lupi, 4 nuovi arrivi, branco del Lagorai'') e segnalato a chi di dovere con tanto di risposte, non regge. 

 

 

 

Ironia della sorte, poi, la prima foto che si trova nel blocco del report Grandi Carnivori del 2025 (quello che non riporta il branco del Lagorai) dedicato ai lupi (pagina 17) è quella pubblicata qui sotto. Della serie: nel Lagorai allora forse qualcuno che gira c'è? O no? Nello specifico i due lupi in questione non sono del branco del Lagorai ma di un altro branco che però dimostra come nel Lagorai la presenza dei grandi carnivori sia ben radicata. 

 

 

 

Assurda la dimenticanza, poi, se si va a vedere i report passati quando è sempre stato censito con precisione.

 

Nel report del 2022 (quando si stava formando) si legge: ''Un altro dato interessante del 2022, dal punto di vista etologico, è relativo alle immagini, inedite per il Trentino, dello spostamento da una tana ad un’altra di sei cuccioli di lupo nati da pochi giorni da parte della femmina dominante, avvenuto tra il 3 e il 7 di giugno in Lagorai centrale, probabilmente alla ricerca di un luogo più sicuro dove custodire i nuovi nati. Attraverso il monitoraggio successivo si è verificato che tutti i cuccioli sono sopravvissuti fino all’inizio dell’inverno''.

 

Nel report 2023 si legge: '' Come nel 2022, anche nel corso del 2023, in Lagorai Centrale (Gruppo Lagorai - Cima d’Asta) è stato nuovamente ripreso lo spostamento da una tana ad un’altra di sei cuccioli di lupo nati da pochi giorni, da parte della femmina dominante, avvenuto tra il 17 giugno e il 20 giugno 2023. Se nel corso dello spostamento dei cuccioli osservato nel 2022 era stato ipotizzato un disturbo al sito riproduttivo, in seguito all’osservazione 2023 è ipotizzabile che lo spostamento dei cuccioli rientri nelle attività ordinarie di questo branco''.

E quindi la certificazione: ''In particolare, nel corso del 2023 risultano occupate da nuovi branchi le aree di Destra Fiemme-Nova Ponente, Paganella-Gazza, Val Breguzzo-Val Daone e Sinistra Fiemme-Lagorai''.

 

 

Nel report 2024 il branco è di nuovo nella tabella con una presenza di 6 esemplari

 

 

 

E si arriva al report 2025 dove si legge: ''Il dato relativo al 2025 sembra indicare un calo della popolazione dopo quattro anni di sostanziale stabilità (2021-2024). Quattro dei cinque branchi non rilevati nel 2025 rispetto al 2024 erano a cavallo dei confini settentrionali della provincia''. Ora dichiarare che ''il dato sembra indicare un calo della popolazione'' ci può stare ma a quel punto andrebbe specificato che il branco del Lagorai non è stato inserito (se la motivazione è quella data dalla Pat andava assolutamente specificato che ''in merito al branco “Sinistra Fiemme-Lagorai”, inserito nel Rapporto 2024, ad oggi la Provincia non dispone di dati consolidati, circostanziati e geolocalizzati presentati secondo le procedure standard'').

 

Invece semplicemente il branco è scomparso.

 



Eppure quel branco c'è. Sono 7 lupi che vanno aggiunti al report come documentato da Paolo Scarian. Un documento tanto importante e prezioso per chiunque fa divulgazione, studia il fenomeno, cerca di fare corretta informazione su un argomento che troppo spesso finisce per essere strumentalizzato, piegato a logiche politiche, trasformato in tempeste mediatiche merita un aggiornamento. Non pretendiamo un ''abbiamo sbagliato, ci è sfuggito, aggiungiamo una riga e correggiamo''. Ma un aggiornamento che rimetta le cose a posto e tolga ogni argomento a chi in qualche modo vuol mettere in discussione l'opinione di esperti e tecnici che studiano i grandi carnivori, faro assoluto per una corretta gestione del fenomeno. 

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