"Il cigno è morto vicino alla strada dopo diverse ore di agonia", la volontaria. "Nessuno ha fatto qualcosa. E' stato ignorato"
La presidente dell'associazione animalista e rifugio per animali "Il sentiero di Ares", Michela "Misha" Cossetto: "Se qualcuno ha visto qualcosa, o sa come sia arrivato fin lì, vi chiediamo di contattarci. Aiutateci a capire cosa è successo. Per lui, almeno adesso, siate voi la sua voce"

SAN GIORGIO DI NOGARO (Udine). “L'aspetto che più ci rattrista è che molte persone hanno visto il povero cigno ferito e nessuno ha fatto qualcosa". Inizia così la struggente testimonianza di Michela “Misha” Cossetto, presidente dell'associazione animalista nonché rifugio per animali “Il sentiero di Ares”, cha ha tentato di soccorrere un esemplare di cigno ferito e in grave difficoltà. "E' stato ignorato”
L'episodio è avvenuto lunedì 5 ottobre nel centro abitato di San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine. L'animale, in piena vista, è stato sostanzialmente lasciato morire dai tanti passanti incuranti.
"Il cigno era lì, ferito, da diverse ore", dichiara a Il Dolomiti la volontaria. "Era stato visto già dalla mattina, e sulle prime ancora camminava. La zona è quella di un prato vicino ad alcune case e di fronte al supermercato di San Giorgio, un'area molto trafficata ed è chiaro che in molti lo hanno visto. Riteniamo che si trattasse di un cigno molto giovane, in quanto aveva parte del piumaggio ancora scuro e dev'essere nato la primavera scorsa. Forse per inesperienza o perché non ancora in grado di volare adeguatamente, potrebbe aver colpito dei tralicci dell'alta tensione rimanendo folgorato, anche se è solo un'ipotesi”.
Secondo la ricostruzione offerta dalla volontaria infatti, le uniche persone che sul momento si sono interessate dell'animale sofferente sono stati alcuni residenti, che inizialmente hanno cercato di chiamare aiuto.
“I residenti hanno inizialmente chiamato la Forestale – aggiunge Cossetto -. Ma anche questo è un problema perché sono in pochi e in quel momento stavano già soccorrendo un cervo ferito in Carnia, quindi erano lontani, e nessuno si è fermato a dare una mano. Il povero cigno è rimasto ad agonizzare e nessuno ha fatto niente. Alcune ore più tardi sono stata avvertita tramite Facebook e in pochi minuti sono arrivata sul posto, ma le sue condizioni erano già disperate".
La volontaria è partita alla ricerca di una clinica che potesse prendere in cura il cigno ma "due strutture hanno riferito di non avere veterinari specializzati in questi animali, l'unica disponibile era nell'isontino ma non c'è stato tempo perché il povero cigno è morto poco dopo”.
Una vicenda che evidenzia le difficoltà di soccorso verso i cosiddetti “animali non convenzionali”. Come riportato anche dalla volontaria de “Il sentiero di Ares”, trovare veterinari specializzati per un certo tipo di animali è troppo spesso qualcosa che va affidato alla buona sorte. Anche perché norma vuole che in casi come questi l'animale non venga toccato e si attenda l'arrivo degli enti incaricati, ma il tempismo si rivela fondamentale se si vuole preservare la vita della fauna selvatica.
In questo senso si inserisce l'appello dell'associazione, nel caso si assista a situazioni che possano mettere a repentaglio la vita degli animali: “Se qualcuno ha visto qualcosa, o sa come sia arrivato fin lì, vi chiediamo di contattarci. Aiutateci a capire cosa è successo. Per lui, almeno adesso, siate voi la sua voce”.












