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Belluno
03 aprile | 17:26

Investono un capriolo e lo lasciano agonizzante a bordo strada: “Sono rimasto con lui, mi è dispiaciuto per tutta quell’inutile sofferenza”

Un capriolo investito e lasciato in strada, agonizzante: a raccontare l’episodio a Il Dolomiti Christian, che in attesa dell’arrivo della polizia provinciale è rimasto con l’animale ferito spostandolo sul prato vicino

BORGO VALBELLUNA. “Qualcuno ha investito il capriolo e se ne è andato: io sono arrivato un po' dopo e ho chiamato il 118 per farmi passare qualcuno, ma la polizia forestale era impegnata a Falcade e mi hanno detto che sarebbero arrivati dopo un’ora”. L’episodio è accaduto nella giornata di giovedì 2 aprile a Borgo Valbelluna: a raccontarlo a Il Dolomiti Christian, che passava lungo la via dove ha notato l’animale ferito. “Ho chiamato la caserma dei carabinieri - prosegue - e mi è stato riferito che non potevano farci niente. Parlando con alcuni passanti, mi hanno detto che anche i cacciatori non possono intervenire perché l'animale è di proprietà del demanio”.

 

Il capriolo era riverso sulla strada, investito probabilmente da un’automobile che poi lo ha lasciato lì. Non è certo la prima volta che accade, ne abbiamo già parlato (qui un altro episodio): purtroppo, si continua spesso a non prestare soccorso alla fauna selvatica investita, quando basterebbe rivolgersi alle autorità quantomeno per ridurre il più possibile la sofferenza dell’animale anziché lasciare che muoia di stenti tra ferite e dolori lancinanti.

 

“Arrivati sul posto da Falcade - prosegue Christian - hanno abbattuto l'animale dopo circa un’ora e mezza. Ho percepito una certa disorganizzazione, però bisogna dire che la provincia è molto estesa e il personale provinciale non è sufficiente a coprirla adeguatamente. Per mia coscienza sono rimasto sul posto fino all’arrivo della forestale, spostando il capriolo di un paio di metri sul prato accanto. Mi è dispiaciuto per tutta la sua inutile sofferenza, perché aveva quasi sicuramente delle lesioni interne”.

 

Una situazione che sembra confermare quanto dichiarato dal comandante Oscar Da Rold in occasione dell’inaugurazione del Cras di Sedico, quando aveva affermato che il forte calo degli operativi rende difficile garantire la totale reperibilità: “Quando non interveniamo, assicuro che non è mancanza di volontà ma di materia prima” (qui il dettaglio). L’animale è stato infine abbattuto come previsto dal protocollo, anche se si sarebbe ancora una volta potuto diminuirne il dolore semplicemente contattando subito le autorità competenti e riducendo così i tempi di agonia.

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