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Belluno
25 luglio | 18:31

Riapre il Cras di Belluno: già recuperati 87 animali (IL VIDEO del rilascio di gufo e civette). Ecco cosa fare se si trovano selvatici in difficoltà

Riapre dopo 6 anni il Centro di recupero animali selvatici (Cras) di Belluno. Attivo dal 1° gennaio, è stato ufficialmente inaugurato ieri presso Villa Zuppani a Sedico: l’attività sarà portata avanti in collaborazione con il corpo di polizia provinciale, che si occupa dei recuperi, il mondo venatorio e l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario

SEDICO. Riapre dopo 6 anni il Centro di recupero animali selvatici (Cras) di Belluno. Attivo dal 1° gennaio, è stato ufficialmente inaugurato ieri presso Villa Zuppani a Sedico: l’attività sarà portata avanti in collaborazione con il corpo di polizia provinciale, che si occupa dei recuperi, il mondo venatorio e l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. “È il coronamento di un percorso di sinergia tra più enti, quali Provincia, Regione, Veneto agricoltura e la Onlus Cantiere della provvidenza. Sinergia che permette di valorizzare il compendio di Villa Zuppani e avere un occhio di riguardo per il territorio e l’ambiente” ha commentato la vicepresidente della Provincia Silvia Calligaro.

 

Annunciati la scorsa estate, i lavori di ristrutturazione si sono svolti nella seconda metà del 2024, in particolare con il ripristino di recinzioni, voliere, palizzate in legno, il magazzino e il recupero delle aree verdi e di quelle boscate. Il finanziamento a carico della Regione è stato di 50.000 euro, più circa 7mila (7.040,41) messi dalla Provincia. Ma come funziona concretamente il servizio?

 

Le attività di cura dei selvatici spettano a Veneto agricoltura, che fa sapere di aver avuto, dal 1° gennaio, 87 animali entrati, 24 rilasciati e 14 degenti. Il recupero, invece, è effettuato dalla polizia provinciale e, in parte, dalle Riserve alpine di caccia per sopperire laddove la polizia provinciale non riesce a intervenire. Attualmente, infatti, quest'ultima conta 27 unità: per il recupero della fauna selvatica mette a disposizione il numero 0437.959227 in orario diurno (8.30-12.30 dal lunedì al venerdì; 15-17 il martedì e il giovedì). Durante la settimana almeno una pattuglia è comunque contattabile dalle forze dell’ordine in orario 6-12 e 13-19, mentre sabato e domenica il servizio è garantito dalle 6.30 alle 12.30 (il cittadino può rivolgersi ai numeri di emergenza). Lo stesso vale per le urgenze: si possono chiamare le forze dell’ordine che provvederanno a contattare il personale di polizia provinciale più vicino.

 

Laddove non sia disponibile, per le sole specie cacciabili interviene il mondo venatorio. “Quando facevamo reperibilità - spiega infatti il comandante Oscar Da Rold - eravamo in 42, poi con la legge Delrio siamo rimasti in 15 e oggi siamo in 27. Non riusciamo però ancora a garantire la reperibilità 24 ore su 24: quando non interveniamo, quindi, assicuro che non è mancanza di volontà ma di “materia prima”. Anche fuori dagli orari di centralino, comunque, in accordo operativo con le altre forze di polizia interveniamo, soprattutto per gli incidenti su strada, che contano circa un animale investito al giorno. Abbiamo un protocollo per la gestione, in particolare degli ungulati, condiviso con i servizi veterinari del’Ulss, per il quale il personale che interviene stabilisce, sulle specie cacciabili, se è opportuno un intervento di liberazione o eutanasia, mentre le specie protette non oggetto di controllo o di caccia, previa visita del personale veterinario, sono portate al Cras. In questo senso, e ringrazio il mondo venatorio, la Provincia ha messo a terra un progetto: qualora la polizia provinciale non riesca a intervenire, abbiamo formato personale delle Riserve abilitato al recupero delle sole specie da protocollo, quindi ungulati e specie cacciabili”.

 

Con l’occasione, infine, sono stati liberati un giovane cuculo e tre civette.

 

 

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