L’alga aliena Caulerpa cylindracea è arrivata anche nel golfo di Miramare: ecco il primo avvistamento confermato da uno studio scientifico
Caulerpa cylindracea, una delle alghe invasive più problematiche del Mediterraneo e originaria delle acque australiane, è stata osservata per la prima volta anche nel golfo di Miramare. La scoperta, confermata da uno studio scientifico internazionale, estende il limite settentrionale noto di questa specie aliena e 'colonizzatrice'

TRIESTE. La Caulerpa cylindracea, una delle specie aliene invasive più diffuse e problematiche del Mediterraneo, è stata osservata per la prima volta anche nel golfo di Miramare. La conferma arriva da un recente studio scientifico realizzato da un team di ricerca transfrontaliero, che documenta ufficialmente la presenza dell’alga australiana lungo il tratto più settentrionale dell’Adriatico.
La scoperta rappresenta un risultato di grande rilievo scientifico: le analisi estendono verso nord il limite conosciuto della distribuzione della specie nel Mediterraneo e ciò costituisce un punto di riferimento fondamentale per il monitoraggio futuro e la valutazione dei possibili impatti sugli habitat marini locali.
Come spiegano gli esperti dell’area marina protetta di Miramare in un post divulgativo pubblicato su Facebook, la Caulerpa cylindracea è originaria delle acque australiane ed è arrivata 'nel mare nostrum' attraverso il Canale di Suez: in Italia la sua presenza venne segnalata per la prima volta nel 1993, lungo le coste della Sicilia.
Da allora però la sua diffusione è stata estremamente rapida, fino a diventare una delle specie invasive più preoccupanti del bacino.
Conosciuta anche come “alga a grappoli verdi” (probabilmente per via del suo aspetto bitorzoluto) è in grado di colonizzare numerosi tipi di fondale: predilige quelli mobili, ma anche quelli rocciosi e, grazie alle sue parti striscianti, è capace di espandersi rapidamente in senso orizzontale. In alcuni casi, sottolineano sempre gli esperti dell’Amp Miramare, è stata osservata persino “arrampicarsi” su pareti verticali, dimostrando dunque una particolare capacità di adattamento.
Lo studio diffuso recentemente documenta che il primo avvistamento nel golfo di Trieste risale al settembre 2022, quando l’alga è stata individuata a San Bartolomeo (nel comune di Muggia), all’interno di una cosiddetta prateria di Cymodocea nodosa, una pianta marina presente negli ecosistemi costieri. Le campagne di monitoraggio condotte successivamente, tra il 2023 e il 2025, hanno poi confermato il suo insediamento stabile e individuato nuove popolazioni distribuite anche lungo le coste del golfo (sia sul versante italiano sia su quello sloveno).
Secondo i ricercatori, l’individuazione precoce di queste specie invasive come Caulerpa cylindracea è essenziale per comprendere i cambiamenti in atto negli ecosistemi marini e sviluppare strategie efficaci di conservazione e gestione ambientale.
Lo studio è il risultato della collaborazione di un ampio gruppo di ricerca internazionale che ha coinvolto il National Institute of Biology (Nib) della Slovenia, il Ministero dell’Ambiente della Slovenia, il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Trieste, il Civico Acquario Marino di Trieste, il Liceo Scientifico Statale Galileo Galilei e la cooperativa Shoreline.














