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Trento
11 settembre | 09:48

Piccole meduse cinesi nei laghi trentini (VIDEO), nuove segnalazioni: "Arrivate in Europa con il trasporto di piante acquatiche"

La presenza di esemplari di Craspedacusta sowerbii non è una novità: si tratta di una medusa d'acqua dolce completamente innocua per l'uomo

Piccole meduse cinesi nei laghi trentini, nuove segnalazioni: "Arrivate in Europa con il trasporto di piante acquatiche"
di Redazione

TRENTO. Meduse cinesi nei laghi trentini: in diversi specchi d’acqua della Provincia di Trento sono stati trovati esemplari della Craspedacusta sowerbii, la piccola medusa originaria della Cina che ha fatto recentemente capolino nelle acque del lago di Levico come segnalato da una cittadina nella pagina social del Muse dedicata agli avvistamenti e alle domande da rivolgere agli esperti.

 

“Si tratta di una specie elusiva, probabilmente la sua presenza in Italia è sottostimata”, spiegava già qualche anno fa uno studio della Fondazione Mach, condotto da Francesca Ciutti, Giovanna Flaim e Cristina Cappelletti e pubblicato su Biologia Ambientale nel 2017. Uno studio che ha confermato la presenza dei piccoli organismi anche nelle acque del lago di Lavarone, in quello dei Poiani ed addirittura nel Garda, oltre naturalmente a Levico.

La natura del piccolo invertebrato, completamente innocuo per l’essere umano, è stata approfondita in uno studio durato oltre 5 anni. Caratteristica interessante della Craspedacusta quella di presentare due fasi biologiche: dallo stadio iniziale in cui la specie è formata da piccoli polipi, infatti, nelle condizioni ideali vengono prodotte per gemmazione le meduse, leggermente più grandi, anche se raramente superano i 2,5 centimetri, e quindi più visibili.  

 

"Si tratta di una specie criptica, elusiva – spiegava Marco Cantonati, ricercatore e responsabile della sezione Limnologia e Algologia del Muse – possiamo ipotizzare una presenza piuttosto diffusa dei polipi nei nostri bacini. Sono più rare invece le meduse, che si sviluppano solo in particolari condizioni climatiche ed ambientali”. Ma dal momento che gli avvistamenti iniziali sono legati proprio alla presenza delle meduse, la reale distribuzione della specie in Italia è probabilmente sottostimata.

 

La comparsa della Craspedacusta nella Provincia di Trento infatti risalirebbe ancora all’inizio degli anni ’90. "In Trentino avevamo già segnalato la specie più volte a partire dal 1992 nel lago Santo di Cembra – si legge nello studio della Fondazione Mach – e successivamente è stata osservata occasionalmente nel lago di Lavarone (negli anni ’90), in quello dei Poiani (nel 2003) e nel lago di Garda (nel 2008)". Come già ipotizzato da diversi autori dunque, è probabile che la Craspedacusta, originaria della zona del fiume Yangtze in Cina, sia ben più diffusa sul nostro territorio di quanto inizialmente ritenuto.

 

“La specie - sottolineano infatti le ricercatrici dell’ente di ricerca del San Michele - è l’unica medusa d’acqua dolce con distribuzione cosmopolita, essendo presente in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide”.

 

Nonostante una massiccia presenza a livello globale però, il piccolo invertebrato non è mai stato introdotto intenzionalmente nei vari contesti in cui oggi si manifesta. Il meccanismo che ha permesso l’arrivo della specie in Europa e poi nel mondo è stato infatti il trasporto di piante acquatiche provenienti dalla zona d’origine. Successivamente, la dispersione dei polipi è avvenuta “attraverso la traslocazione di fauna ittica o spostamenti di uccelli acquatici. Allo stato attuale questa medusa risulta segnalata in almeno 40 ambienti di acque ferme e correnti in Italia”.

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