Il Teatro Dino Buzzati si rinnova: nuove poltroncine, riscaldamento a pavimento e una pedana per l'accessibilità al palco. "Possibile grazie alla sinergia con il governo”
Il teatro Dino Buzzati si rinnova, previsti entro il 2026 i lavori di rifacimento delle poltroncine e il miglioramento dell’accessibilità: ecco tutti i dettagli

BELLUNO. Il teatro Dino Buzzati si rinnova: sono previsti entro il 2026 i lavori di rifacimento delle poltroncine e il miglioramento dell’accessibilità, dopo oltre 30 anni dall’ultima manutenzione. “Sappiamo quanto sia centrale la cultura per la nostra città e il luogo più importante in tal senso è il teatro, che ha bisogno di essere riqualificato. Ci siamo impegnati a farlo come ammirazione e verso il Ministero e, grazie al senatore Luca De Carlo, abbiamo ottenuto il finanziamento necessario” commenta il sindaco Oscar De Pellegrin.
La politica ha infatti giocato un ruolo centrale. Tramite la mediazione di De Carlo, l’ex ministro alla cultura Gennaro Sangiuliano ha inserito il progetto di ristrutturazione nel piano Città culturali, arrivando a un finanziamento totale pari a 772 mila euro, che dovrebbero coprire tutti i costi. Qualora sorgessero imprevisti, il Comune è comunque pronto a integrare.
Ma cosa sarà fatto, visto che gli ultimi interventi risalgono al 1992? A spiegare le principali azioni è l’ingegnere Piergiorgio Tonon: sostituzione delle poltroncine, con nuove facilmente rimovibili in base alla presenza di più persone in sedia a rotelle (un’opzione ora limitata), e della moquette, rifacimento dell’impianto di riscaldamento a pavimento, e installazione di una pedana per l’accessibilità al palco, probabilmente vicino la scala sulla sinistra.
A raccontare invece come ci si è arrivati è l’assessore alla cultura Raffaele Addamiano, che sottolinea l’unità politica con il governo. “Questo evento - spiega - è frutto di una sorta di critica emersa in Consiglio sul non fare: noi invece abbiamo fatto, cogliendo l’opportunità di una linea coerente a livello politico e ideologico. Il risultato era atteso da 34 anni e già in campagna elettorale avevamo promesso che ci saremmo occupati del teatro, che nel 2023 abbiamo intitolato a uno degli scrittori italiani più illustri di sempre. Oggi gli interventi si muoveranno su tre direttive: un maggiore comfort per il pubblico, una maggiore sicurezza e una migliore acustica. Abbiamo quindi agito come sol uomo a tutti livelli istituzionali a vantaggio della nostra comunità”.
Dopo la definizione dell’accordo tra il Ministero della cultura e la Direzione regionale dei musei nazionali del Veneto nel luglio 2024 e la creazione di uno studio di fattibilità con relativi sopralluoghi assieme alla Soprintendenza, la scorsa settimana è stato approvato in Giunta lo schema di convenzione tra Comune e Direzione regionale. Ora, il prossimo passo (da fare già nei prossimi giorni) è l’approvazione del documento di indirizzo alla progettazione. Si procederà poi con il progetto di fattibilità tecnico-economica per andare all’appalto integrato con una procedura negoziata senza gare.
“Contiamo di arrivare a fine maggio - ipotizza Tonon - con il progetto e poi uscire con la gara, le cui tempistiche solitamente indicano quattro mesi, ma speriamo di fare prima. Una volta definito l’appaltatore, essendoci noi già mossi per le poltroncine, nel giro di due-tre mesi faremo i lavori e per l’autunno speriamo di concludere, salvo intoppi burocratici”. In tutto ciò, servirà chiaramente l’ok della Soprintendenza, che arriverà dopo la Conferenza dei servizi da convocare appena sarà pronto il progetto.
“Annunciare un intervento sull’accessibilità del teatro di Belluno alla vigilia delle Paralimpiadi - conclude De Carlo - manda il segnale di un’attenzione non solo a parole. Quando venne qui Mattarella, vidi lo stato di poltroncine e moquette e ne parlai a Sangiuliano: da lì pian piano abbiamo costruito questa possibilità, grazie al lavoro di tutta la filiera. E, appena finiamo i lavori, voglio fare il Festival del cibo e della geopolitica a Belluno: mi piacerebbe che la parte istituzionale si svolgesse nel nuovo teatro, per poi costruire in centro momenti di valorizzazione del cibo e far capire quanto oggi sia quasi più strategico delle armi o del posizionamento geografico. Dobbiamo infatti far sentire Belluno parte del sistema geopolitico, perché a volte non cogliamo le opportunità di aree come la nostra”.












