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FVG
17 marzo | 12:48

Immigrazione clandestina di cittadini cinesi, dai "doppi fondi" sui camion ai controlli evitati all'aeroporto: sgominata un'organizzazione criminale, 7 arresti

I cittadini cinesi venivano fatti circolare con documenti contraffatti ed entravano in regione dalla rotta balcanica: sette arresti e trenta denunce

MONFALCONE. Un'organizzazione criminale complessa, quella scoperta e sgominata dai carabinieri di Monfalcone e Direzione distrettuale antimafia di Trieste, per la quale sette persone sono finite in manette: un sistema illecito in grado di favorire l'ingresso irregolare di cittadini cinesi attraverso la rotta balcanica sul territorio nazionale, e poi di 'smistarli' verso altre destinazioni d'Italia e d'Europa, grazie a documenti contraffatti.

 

Le indagini erano in corso sin dall'agosto 2025, quando alcuni testimoni avevano notato dei gruppi di cittadini cinesi, a Villesse in provincia di Gorizia, scendere da un camion con targa montenegrina e risalire su un veicolo con targa italiana.

 

Le successive indagini hanno consentito di individuare un'articolazione criminale che si componeva di un flusso illegale di persone di origine cinese che entravano in Italia attraverso il confine orientale, venivano portate via treno a Monfalcone o a Trieste, prima di venire 'smistate' con degli appositi veicoli verso alcune piazze riconosciute come una sorta di “basi logistiche” in Veneto, da cui venivano ulteriormente spostate in base alle rispettive destinazioni in Italia come ad esempio Prato, in Toscana, oppure in altri paesi europei, grazie all'impiego di documenti contraffatti.

 

Per evitare di essere scoperti, molti furgoni mettevano in atto diversi stratagemmi, come il sistema dei doppi fondi, il tutto fino a riuscire a portare immigrati irregolari perfino all'aeroporto di Venezia, e imbarcarli in voli diretti in Spagna, particolare che denota la sofisticatezza raggiunta dalla rete criminale, nonché la capacità acquisita nell'eludere i controlli.

 

L’indagine ha avuto momenti cruciali come l’arresto, a febbraio scorso a Roma, di una donna ritenuta il “deus ex machina” di tutta l'organizzazione, trovata in possesso di circa ventimila euro e documenti falsi, finita in manette assieme ad altri sei "passeur", mentre ben trenta persone, tra membri dell’organizzazione e cittadini cinesi irregolari, sono state denunciate, segnando un colpo significativo a una rete che da mesi operava nell'ombra con il traffico di persone.

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