Inchiesta ''Romeo'', il Gip dispone l'imputazione coatta. Le difese di Hager e Signoretti: ''Chi ha fatto le indagini ha chiesto di archiviare. Contiamo sul Gup''
Tra i nomi eccellenti dell'inchiesta emersa nel 2024 come un terremoto giudiziario quelli di Heinz Peter Hager, Paolo Signoretti, Cristina Santi e Vittorio Fravezzi. La richiesta di archiviazione, però della Procura, aveva dato l'impressione che tutta la vicenda fosse destinata a smontarsi. Oggi il colpo di scena con il Gip Borrelli. Ma le difese di Hager e Signoretti, pur stupite, ostentano sicurezza: ''L’iniziale ipotesi accusatoria è stata ritenuta infondata dalla stessa Accusa, sicchè oggi si rinvia un epilogo assolutorio già scritto dalla stessa Procura. Ci si auspica solamente che l’udienza preliminare venga fissata al più presto''

TRENTO. ''Si tratta di una decisione non condivisibile e giuridicamente errata, che ripudia con una certa dose di superficialità la motivata e ponderata richiesta di archiviazione della Procura''. ''Ne prendiamo atto precisando che, per giungere ad un processo, le accuse dovranno passare il vaglio del Giudice dell’udienza preliminare e che, alla luce della ferma convinzione della stessa Procura della Repubblica della impossibilità di formulare una ragionevole prognosi di condanna, auspichiamo una celere definizione in detta sede con coerenti sentenze di non luogo a procedere''. Sono queste le reazioni da un lato di Paolo Signoretti, per bocca dell'avvocato Giovanni Rambaldi, e dall'altro di Heinz Peter Hager, tramite il legale Carlo Bertacchi.
Reazioni alla notizia sorprendente che l'inchiesta ''Romeo'' va avanti. Il colpo di scena è arrivato in queste ore ed è arrivato nonostante sul tavolo del Gip ci fosse una richiesta di archiviazione della Procura per le accuse più gravi e ci fosse la sensazione che quella che era sembrata una vera e propria tempesta giudiziaria, scoppiata nel 2024, si stesse formalmente ''sgonfiando''. Oggi il Gip Enrico Borrelli, però, ha disposto l'imputazione coatta per i principali protagonisti dell'inchiesta che aveva inizialmente coinvolto 77 indagati e portato ad 8 arresti. Tra i nomi eccellenti quelli di Heinz Peter Hager, Paolo Signoretti, Cristina Santi e Vittorio Fravezzi.
E allora ecco la reazione di due dei principali imputati nella vicenda
PAOLO SIGNORETTI difeso dall'avvocato GIOVANNI RAMBALDI
Prendiamo atto dell’ordinanza del GIP che non accogliendo la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, ordina l’imputazione coatta.
Si tratta di una decisione non condivisibile e giuridicamente errata, che ripudia con una certa dose di superficialità la motivata e ponderata richiesta di archiviazione della Procura, formulata dopo ben 6 anni di indagine, dopo aver acquisito pluriennali intercettazioni telefoniche, dopo aver analizzato migliaia di documenti, e dopo aver assunto svariate dichiarazioni testimoniali, che hanno dimostrato l’assenza di prove a carico dell’Ing. Signoretti.
Alla luce di quanto sopra e stante il conclamato ed oggettivo deserto probatorio, con questa decisione, si fa confluire avanti al Giudice per l’Udienza Preliminare un procedimento che si candida ad essere definito comunque in sede pre processuale.
L’iniziale ipotesi accusatoria è stata ritenuta infondata dalla stessa Accusa, sicchè oggi si rinvia un epilogo assolutorio già scritto dalla stessa Procura. Ci si auspica solamente che l’udienza preliminare venga fissata al più presto per consentire all’Ing Signoretti ed agli altri indagati di veder risolta questa annosa e tormentata vicenda giudiziaria, rispetto alla quale, lo stesso accusatore, inascoltato, ha ancora oggi ribadito l’inutilità di un vaglio processuale, per decretare la già manifesta insussistenza dei reati inizialmente ipotizzati".
HEINZ PETER HAGER difeso dall'avvocato CARLO BERTACCHI
All’esito dell’odierna udienza il Giudice ha ordinato ai Pubblici Ministeri di procedere con la richiesta di rinvio a giudizio di pressoché tutti gli indagati e per quasi la totalità delle imputazioni. L’esito lascia sinceramente stupiti alla luce della articolata e motivata richiesta di archiviazione avanzata dai Pubblici Ministeri e dagli stessi oggi sostenuta in aula in udienza camerale nella quale non avrebbero avuto obbligo di presenziare.
Non foss’altro per il fatto che la richiesta era fondata sull’assenza di riscontri alle ipotesi dagli stessi originariamente formulate sulla base delle sole attività intercettive durate oltre tre anni, riscontri ricercati in oltre un anno di indagine. Ancor più stupiti alla luce dell’ulteriore contributo fornito dalle difese degli indagati con memorie, produzioni documentali ed argomentazioni svolte nell’odierna udienza.
Ne prendiamo atto precisando che, per giungere ad un processo, le accuse dovranno passare il vaglio del Giudice dell’udienza preliminare e che, alla luce della ferma convinzione della stessa Procura della Repubblica della impossibilità di formulare una ragionevole prognosi di condanna, auspichiamo una celere definizione in detta sede con coerenti sentenze di non luogo a procedere.
Il processo è di per sé una pena, ma affronteremo tutte le prossime fasi con grande serenità ed ancora più determinati a far emergere la totale irrilevanza penale delle condotte ascritte al nostro assistito".












