Insulta gli agenti della polizia locale sui social, ma scatta l'indagine. Identificato un utente: “Ora basta diffamazioni: chi offende paga”
Stufi dei continui insulti, usciti anche in occasione della pubblicazione della selezione per nuovi agenti a tempo determinato, il comando della polizia dell'Alto Garda e Ledro ha deciso di agire

RIVA DEL GARDA. I social network, strumenti nati per informare e connettere, si trasformano sempre più spesso in spazi dove il confronto lascia il posto all’insulto gratuito. Un fenomeno che non risparmia nemmeno le istituzioni e, in particolare, la Polizia Locale, sempre più bersaglio di commenti offensivi e privi di fondamento.
Stufi dei continui insulti, usciti anche in occasione della pubblicazione della selezione per nuovi agenti a tempo determinato, il comando della polizia dell'Alto Garda e Ledro ha deciso di agire.
Infatti, dopo una breve ma accurata indagine, è stato individuato e convocato negli uffici un uomo che apostrofava con pesanti insulti gli agenti della polizia locale. Il commento, a cui è seguito un secondo, hanno fatto configurare l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 595 del codice penale che tratta della diffamazioni a mezzo stampa e prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni o una multa non inferiore a 516 euro.
“Da parte del Comando – ha spiegato il comandante Filippo Paoli - non saranno più tollerati certi comportamenti che ledono pesantemente l'immagine del Corpo e di chi ci lavora oltre a creare un pericoloso clima d'odio. Comportamenti come questo saranno perseguiti puntualmente nei termini di legge”.
Preme ricordare, viene poi spiegato sempre dalla polizia locale, che i social network e altre piattaforme, sono costantemente utilizzate anche dagli agenti che da ora in poi segnaleranno qualsiasi contenuto ritenuto lesivo nei confronti del Comando di Polizia Alto Garda e Ledro.












