La Rugby Alto Garda rischia di restare senza campo. "Bisogna trovare una soluzione in fretta, ne va del nostro futuro". La stagione appena conclusa è stata straordinaria
A settembre 2027 il campo di Rione Degasperi, che oggi viene utilizzato per le gare ufficiali, verrà interessato dai lavori per la sua trasformazione in campo da hockey. Una scelta che comprendiamo e rispettiamo, ma che lascerà la Rugby Alto Garda senza un impianto omologato dove poter disputare le proprie partite. Attualmente la società svolge gli allenamenti a San Giorgio, in uno spazio non omologato, non attrezzato e dalle dimensioni limitate" spiega il massimo dirigente Claudio Zanoni

RIVA DEL GARDA. Una stagione favolosa, contrassegnata da una crescita costante e significativa, ma anche un grosso punto di domanda per il futuro, legato alla situazione del campo del "Rione Degasperi" a Riva del Garda.
Nello scorso fine settimana la grande famiglia della Rugby Alto Garda si è ritrovata per celebrare insieme la conclusione di un'annata sportiva straordinaria. Una giornata fatta di sorrisi, abbracci, ricordi e gratitudine, nella quale atleti, tecnici, dirigenti, genitori, volontari, soci e sponsor hanno condiviso il senso più autentico di ciò che significa appartenere al mondo del rugby.
E' il momento dei bilanci, ma anche di pianificare la stagione che verrà, con un grande interrogativo che rischia di rendere complicatissimo il futuro del club gardesano.
I risultati sportivi sono stati importanti in tutte le categorie. Da sottolineare il percorso delle formazioni Under 14 e Under 16, sviluppato in collaborazione con il Lagaria Rugby, così come l'ottima stagione della categoria Senior, impegnata nel progetto condiviso con il Barbana Rugby.
Al di là delle classifiche, dei punti segnati e delle vittorie conquistate sul campo, ciò che rende maggiormente orgogliosa la Rugby Alto Garda è la crescita della propria comunità.
"Quest'anno abbiamo aumentato esponenzialmente il numero delle iscrizioni - commenta il presidente del sodalizio gardesano Claudio Zanoni - ed è il risultato che, più di ogni altro, ci riempie il cuore. Significa che stiamo percorrendo la strada giusta. Significa che famiglie, bambini, ragazzi e adulti riconoscono il valore del lavoro che stiamo facendo e scelgono di affidarsi a noi non solo per praticare uno sport sano, ma per vivere un'esperienza fatta di amicizia, rispetto e crescita personale. Il rugby, infatti, rappresenta molto più di una disciplina sportiva. Chi entra in un campo da rugby scopre qualcosa di speciale. Scopre che il compagno va sostenuto anche quando cade. Scopre che il rispetto dell'avversario è un valore irrinunciabile. Scopre che nessuno vince da solo e che ogni ruolo è importante allo stesso modo. Il rugby insegna il sacrificio, l'umiltà, il coraggio, la disciplina e la capacità di rialzarsi dopo ogni difficoltà. Sono valori che accompagnano i nostri ragazzi ben oltre il terreno di gioco e che diventano strumenti preziosi per affrontare la vita".
Per questo motivo il massimo dirigente della Rugby Alto Garda ha voluto rivolgere un ringraziamento sentito a tutte le persone che, ogni giorno, partecipano all'attività e contribuisco alla crescita della società.
"Ringrazio la dirigenza - sottolinea - che mi ha affiancato e sostenuto continuamente, i nostri tecnici che con competenza, passione e spesso anche sacrificio dedicano il loro tempo ai ragazzi, gli atleti che si impegnano ogni giorno con entusiasmo, i genitori che credono nel nostro progetto, i soci e tutti gli sponsor che continuano a sostenerci. Dietro ogni allenamento, ogni partita e ogni sorriso dei nostri giovani atleti ci sono persone che lavorano, volontariamente, con il cuore e che rendono possibile tutto questo".
Sono tanti, tantissimi i motivi per essere felici, ma Zanoni non nasconde una forte preoccupazione per il futuro.
"Tutto bellissimo, ma non possiamo ignorare una questione che rischia di mettere seriamente in difficoltà la nostra società - spiega -. A settembre 2027 il campo di Rione Degasperi, che oggi viene utilizzato per le gare ufficiali, verrà interessato dai lavori per la sua trasformazione in campo da hockey. Una scelta che comprendiamo e rispettiamo, ma che lascerà la Rugby Alto Garda senza un impianto omologato dove poter disputare le proprie partite. Attualmente la società svolge gli allenamenti a San Giorgio, in uno spazio non omologato, non attrezzato e dalle dimensioni limitate. Grazie alla fantasia dei nostri tecnici, all'impegno dei volontari e alla passione che ci accompagna ogni giorno, riusciamo comunque a garantire attività sportive di qualità per tutti i nostri atleti".
Senza un campo omologato il rischio di dover trovare soluzioni alternative, magari insostenibili per tanti, è concreto. Anzi, più che concreto.
"Stiamo parlando di di quasi 300 tesserati - puntualizza Zanoni - che potrebbero essere costretti a spostamenti continui, a maggiori difficoltà organizzative- conclude Zanoni - e a una progressiva perdita di quel senso di appartenenza che rappresenta il cuore di ogni società sportiva. Da mesi la Rugby Alto Garda sta dialogando con le amministrazioni comunali di Arco e Riva del Garda, con la Comunità di Valle e con i sindaci del territorio per individuare una soluzione. Confidiamo nella sensibilità e nella volontà delle istituzioni. Nell'Alto Garda esistono le possibilità per garantire un futuro al rugby: oggi chiediamo un impegno concreto perché il patrimonio costruito in questi anni non venga disperso. Dietro i nostri numeri non ci sono soltanto atleti, ma famiglie, educatori, volontari e cittadini che credono nello sport come strumento di crescita e coesione sociale. Guardiamo avanti con fiducia e determinazione, ma bisogna trovare una soluzione e si deve fare in fretta".
Archiviata la stagione ufficiale, il prossimo appuntamento di rilievo sarà la Festa dello Sport di Arco, dove la società sarà presente con uno stand dedicato a far conoscere e provare il rugby a bambini, ragazzi e adulti.
"Invitiamo tutti a venirci a trovare - sottolinea il club -. Chiunque abbia curiosità di conoscere il nostro mondo scoprirà una comunità accogliente, fatta di persone che condividono valori autentici e una passione sincera. Il rugby non è soltanto uno sport: è una scuola di vita, una famiglia allargata, un luogo dove ogni persona trova il proprio spazio e il proprio valore".
Le iscrizioni per la stagione 2026 - 2027 apriranno a metà luglio. Dai 3 ai 50 anni, la Rugby Alto Garda continua ad aprire le proprie porte a chiunque voglia mettersi in gioco, crescere, divertirsi e vivere l'emozione di uno sport che insegna il rispetto, l'inclusione, il coraggio e la solidarietà. Perché il rugby non costruisce soltanto atleti. Costruisce persone.












