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Belluno
13 agosto | 12:12

"La sua targa è stata clonata e usata per una rapina": così i finti carabinieri ingannano un 87enne e gli portano via l’oro di famiglia

L'intervento immediato delle forze dell'ordine ha permesso di individuare i responsabili, si tratta di 4 uomini provenienti da Bari 

"La sua targa è stata clonata e usata per una rapina": così i finti carabinieri ingannano un 87enne e gli portano via l’oro

BELLUNO. Truffano con il metodo del finto carabiniere, 4 persone sono state arrestate dalla polizia di Belluno per truffa aggravata ai danni di un signore residente a Ponte nelle Alpi di 87 anni.

 

La truffa è stata perpetrata con il canonico metodo: viene effettuata una telefonata all’utenza fissa o mobile dell’anziano da parte di un truffatore che si dichiara un poliziotto o un carabiniere, che avvisa la vittima del fatto che lui stesso o un suo parente stretto hanno commesso un reato e per questo rischia di andare in carcere. 

 

Hanno così inizio numerose e continue telefonate, sia all’utenza fissa che mobile, un modo per isolare la vittima, che non ha così più alcuna possibilità di contattare le Forze di Polizia o i propri famigliari per chiedere aiuto. 

 

Questa volta il malvivente ha dichiarato che la targa della vittima era stata clonata e coinvolta in qualche rapina in cui erano stati sottratti dei monili motivo per cui era necessario verificare se in casa fossero presenti gioielli di valore. Così, effettivamente, dopo lunghe telefonate si presentava uno sconosciuto a casa dell’anziano, fingendosi militare dei carabinieri, il quale prelevava i monili messi da parte dalla vittima, il tutto per ben due volte. 

 

L’attività investigativa condotta dagli agenti della Squadra Mobile ha consentito di individuare l’autovettura utilizzata dai truffatori, che è stata fermata poco dopo il fatto in località Cadola, a bordo della quale sono stati identificate 4 persone soggetti, tutte originari della provincia di Bari: tre di loro sulla trentina mentre il quarto classe 77, uno solo incensurato. 

 

Ad insospettire ulteriormente gli investigatori sono state le dichiarazioni generiche e discordanti rese loro dai quattro uomini, i quali hanno cercato, inutilmente, di convincerli che si trovavano nel bellunese per una gita. Sottoposti a controllo è stata rinvenuta all’interno di un borsello di uno dei quattro una prima bustina in plastica, contente pochi monili.
 
Grazie ai successivi accertamenti gli operatori hanno ricostruito la dinamica degli spostamenti, tipica per questi reati: i truffatori erano partiti dalla provincia di Bari, con destinazione Belluno, passando la notte in un hotel a Marghera (Venezia), probabilmente per tentare di non lasciare tracce.

 

L’attenta analisi del telefono, tipicamente utilizzato da chi perpetra questa condotta illecita per guidare chi materialmente sottrae i preziosi sul posto, ha consentito di individuare l’abitazione della possibile vittima. 

 

Giunti all’abitazione dell’anziano signore, a Ponte nelle Alpi, è stata verificata l’effettiva sottrazione di tutti gli ori presenti in casa, alcuni di grande valore, e certamente di grande valore sentimentale, come raccontato dalla povera vittima, trattandosi di gioielli di famiglia. 

 

È bastato poco per capire che si trattava del solito modus operandi di queste truffe.

 

Decisiva la perquisizione sul veicolo: sotto lo sterzo, e più precisamente dietro al vano contenente la scatola fusibili, è stato rinvenuto un foulard con all’interno il resto della refurtiva, circa 400 grammi di monili in oro.

 

A seguito dell’arresto i quattro uomini, su disposizione del Pubblico Ministero, sono stati portati alla casa circondariale di Baldenich in attesa dell’udienza di convalida, a seguito della quale è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di domicilio.

 

Inoltre gli stessi saranno destinatari della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio da Belluno. 

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