"L'agricoltura consuma il 70% dell'acqua, serve gestirla". In Trentino arriva la tecnologia Drop Control: "Sensori, analisi dati e irrigazione da remoto con un'App"
Il sistema DropControl brevettato da Wiseconn e scelto in Trentino dal Consorzio di miglioramento fondiario Centale di Caldonazzo e da altri consorzi consente di gestire l'irrigazione agricola sulla base di un'accurata raccolta di dati. Il regional manager Marco Bezzi: "L’obiettivo finale è avere un cruscotto di controllo che integri dati agronomici e idraulici per gestire nel modo più efficiente possibile l'irrigazione". Il presidente del consorzio Tiziano Toller: "Guardiamo a soluzioni innovative perché crediamo che la risorsa idrica sia un bene indispensabile, soprattutto alla luce di quanto il cambiamento climatico ha evidenziato negli ultimi anni"

TRENTO. L'agricoltura utilizza il 70 per cento delle risorse idriche mondiali. Un dato che, nell'epoca dei cambiamenti climatici e delle sempre più frequenti crisi idriche, impone una riflessione profonda sul modo in cui l'acqua viene utilizzata e gestita. È da questa consapevolezza che nasce la scelta di alcuni consorzi irrigui trentini di investire nell'innovazione tecnologica applicata all'irrigazione agricola.
E di qui la volontà del Consorzio di miglioramento fondiario Centale di Caldonazzo, realtà che comprende 280 ettari coltivati a meleti, piccoli frutti e vite, di affidarsi ormai da quasi due anni all’azienda hi-tech WiseConn e al suo sistema DropControl.
Di cosa si tratta? Di una soluzione brevettata composta da un’infrastruttura hardware e software capace di gestire l’irrigazione in campo sulla base di un’accurata raccolta di dati, tra cui quelli meteorologici, l’umidità del terreno e lo stato idrico delle piante, successivamente trasmessi a una piattaforma accessibile tramite pc, tablet o smartphone. L’applicazione, inoltre, consente di attivare e regolare da remoto, e secondo necessità, il sistema di irrigazione composto da pompe, valvole e altri componenti.
A delineare i contorni della partnership sono il presidente del consorzio, Tiziano Toller, e Marco Bezzi, regional manager di WiseConn Europe. L’azienda, nata in Cile nel 2006, oggi è leader di mercato in California e conta oltre 20 mila dispositivi installati su più di 300 mila ettari distribuiti in tre continenti. Nel 2022 ha scelto il Trentino per aprire WiseConn Italy, una delle due sedi operative europee del gruppo, con quartier generale a Trento, puntando su un territorio ritenuto “strategico per innovazione e sostenibilità”.

Ma partiamo dai dettagli della tecnologia adottata a Caldonazzo, illustrati dall’ingegner Marco Bezzi, e già introdotta anche in altri consorzi trentini tra cui Mori, Pressano, Valda e Lisignago.
“Stiamo gestendo parte dell'impianto irriguo – spiega Bezzi – attraverso sensori di temperatura e umidità del terreno, una centralina meteo, il controllo della paratoia di monte per la gestione dell'acqua in ingresso e delle valvole irrigue: al consorzio forniamo non solo la tecnologia, ma anche un supporto agronomico, con un agronomo dedicato, assistenza e supporto tecnico per l'installazione dei sistemi”.
A essere monitorata quotidianamente, viene spiegato, è l’evapotraspirazione, ossia il processo attraverso cui l’acqua passa dal terreno e dalle piante all’atmosfera. Sulla base dei dati raccolti viene quindi stimata sia la quantità d’acqua da distribuire alle colture, sia la frequenza dell’irrigazione, mentre i sensori consentono di analizzare lo stato idrico del suolo e, di conseguenza, di stabilire quando sia necessario aprire le valvole per garantire un’irrigazione ottimale.
“Parliamo di sensori a colonna che ogni dieci centimetri - prosegue Bezzi - analizzano umidità e temperatura del terreno, consentendoci di capire dove arriva l’acqua: se raggiunge l’apparato radicale oppure se scende troppo in profondità, andando persa. Questo è fondamentale per evitare sia il dilavamento del terreno sia gli sprechi idrici. L’obiettivo finale è avere un unico cruscotto di controllo che integri dati agronomici e idraulici per gestire nel modo più efficiente possibile il sistema irriguo”.
Questo micro-cruscotto prende forma in un’applicazione che, integrata con gli hardware installati sul territorio, permette al consorzio o al singolo agricoltore di comprendere dove venga distribuita l’acqua e di definire di conseguenza i tempi massimi di irrigazione giornalieri, evitando inutili sprechi.
Il ragionamento si allarga poi a un tema strettamente legato al presente e alle trasformazioni climatiche in corso: quello della gestione della risorsa idrica a livello globale.
“È un tema centrale e dobbiamo tenere conto che l'agricoltura utilizza il 70 per cento delle risorse idriche mondiali – osserva Bezzi – ed è per questo che la tecnologia può e deve dare un contributo importante, soprattutto in previsione di possibili crisi idriche future”.
E proprio guardando al Trentino, chiediamo all’ingegnere uno sguardo sulle peculiarità di un territorio “che non registra grandi criticità per quanto riguarda la disponibilità idrica, ma in cui iniziano ad emergere alcune situazioni delicate per cui diventa fondamentale ottimizzare la gestione dell'acqua, tenendo conto anche di alcune caratteristiche peculiari come la presenza di numerosi consorzi e di un'orografia complessa”.

Dalla prospettiva di chi ha sviluppato il sistema si passa quindi a quella di chi, sul territorio, ha scelto di adottarlo, anche nella prospettiva di un cambio di mentalità nella gestione dell’irrigazione agricola. A spiegare le ragioni di questa scelta è il presidente del Consorzio di miglioramento fondiario Centale di Caldonazzo, Tiziano Toller.
“Siamo un consorzio che ha scelto di guardare a soluzioni innovative perché crediamo fortemente che la risorsa idrica sia un bene indispensabile, soprattutto alla luce di quanto il cambiamento climatico ha evidenziato negli ultimi anni. Pensiamo – osserva – che sia fondamentale distribuire questa risorsa in maniera intelligente, cercando di ottimizzarla per garantire colture sostenibili e un reddito adeguato alle aziende agricole, mantenendo al tempo stesso un’attenzione particolare alla questione ambientale e al valore etico che il consorzio porta avanti”.
Da qui la scelta di affidarsi a WiseConn Europe, che ha accompagnato il consorzio in un percorso di digitalizzazione e monitoraggio del sistema irriguo.
“La rilevazione dell’umidità del suolo rappresenta – spiega Toller – un tassello fondamentale e i sensori e i sistemi tecnologici installati, in grado di gestire anche l’approvvigionamento dell’acqua all’opera di presa, hanno fornito dati incoraggianti. Inoltre, questi strumenti stanno facilitando concretamente il lavoro del dipendente che segue il servizio irriguo”.
Ma quale può essere, concretamente, il risparmio idrico ottenibile attraverso questo nuovo approccio?
“Analizzando i dati raccolti lo scorso anno – prosegue Toller – stimiamo di poter ottenere un risparmio idrico compreso tra il 5 e il 20 per cento, a seconda della percentuale di sostanza organica presente nel suolo. E sono numeri importanti perché l’acqua è un bene primario non solo per l’agricoltura, ma per la società nel suo complesso”.
Infine, lo sguardo si proietta verso il futuro.
“Si tratta – conclude – di un progetto ancora in evoluzione, che prevede l’integrazione tra il sistema ‘acqua’, il sistema ‘pianta’ attraverso il monitoraggio dell’attività fotosintetica e un progetto pilota sviluppato con la Fondazione Edmund Mach per il rilievo puntuale del suolo. L’obiettivo è costruire un triangolo ‘pianta-suolo-acqua’ per gestire al meglio il servizio irriguo e ottimizzare al massimo l’impianto sulla base dei risultati ottenuti”.












