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Trento
22 gennaio | 09:22

Maltrattamenti e violenze sessuali alla moglie, botte alla figlia, un incubo durato anni: in carcere un uomo

Violenze domestiche su moglie e figlia, arrestato un uomo in Valsugana

Maltrattamenti e violenze sessuali alla moglie, botte alla figlia, un incubo durato anni: in carcere un uomo
di Redazione

CASTEL IVANO. Una lunga serie di violenze fisiche e psicologiche, un pesante clima di soggezione che ha visto come vittime una donna e la figlia: uno scenario da incubo quello ricostruito dai carabinieri di Castel Ivano e culminato con l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Trento, su richiesta della procura della Repubblica, a carico di un uomo residente in Valsugana

 

La situazione era attentamente seguita da circa due mesi, dopo che una donna ha presentato denuncia alle forze dell'ordine. A quel punto i militari si sono immediatamente attivati a tutela delle vittime, rispettivamente moglie e figlia, entrambe conviventi dell’uomo tratto in arresto.

 

Nel corso degli ultimi anni, spesso in condizioni psico-fisiche alterate dall’abuso di alcol, l'uomo avrebbe posto in essere una serie di comportamenti reiterati di tipo violento ai danni delle familiari, sottoponendole a continue vessazioni, umiliazioni, minacce, ingiurie e violenze fisiche e psicologiche, tali da provocare uno stato di prostrazione e timore per la propria incolumità

 

In particolare, l’uomo avrebbe costretto la moglie a modificare le proprie abitudini di vita, impedendole di frequentare amici e colleghi e controllandole assiduamente il cellulare, al fine di tenerla perennemente sotto controllo, spinto da un sentimento di possessione e gelosia.

 

Inoltre secondo gli investigatori, diverse volte l’indagato avrebbe aggredito fisicamente la donna procurandole dei traumi fisici, tra cui fratture e lesioni di vario tipo. Infine, in più occasioni, l’uomo avrebbe costretto la coniuge a compiere e subire atti sessuali contro la sua volontà, mediante violenza fisica (percuotendola in caso contrario) e approfittando delle condizioni di soggezione psicologica maturate nel contesto della convivenza.

 

Nei confronti della figlia, l’uomo si sarebbe accanito in più occasioni, sempre in stato di alterazione psico-fisica da abuso di alcol, soprattutto per i tentativi di quest’ultima di difendere la mamma dalla furia del padre.

 

Condotte di una gravità tale da indurre l’autorità giudiziaria ad adottare la misura cautelare più afflittiva, ovvero la custodia cautelare in carcere, unica considerata idonea a tutelare in maniera efficace le vittime.

 

Così, l’uomo è stato prelevato nella sua abitazione dai carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana e portato alla casa circondariale di Trento.

 

Per l’indagato vige la presunzione di non colpevolezza, fino a sentenza irrevocabile di condanna.

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