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| 30 gennaio | 12:56

Nuova chiusura per la Strada della Forra, al via la seconda fase dei lavori dopo la frana: "Comprendiamo i disagi, ma intervenire significa prevenire rischi maggiori"

La strada era stata riaperta nel mese di agosto, ora arriva una nuova chiusura: ecco quando e dettagli

Nuova chiusura per la Strada della Forra, al via la seconda fase dei lavori dopo la frana

BRESCIA. Nuova chiusura in arrivo per la strada della Forra, nel tratto stradale della Sp38 sul territorio comunale di Tremosine: dal 2 febbraio al 13 marzo prenderà il via la seconda fase dei lavori a seguito della frana (QUI ARTICOLO) del dicembre del 2023 che ha coinvolto la galleria del Camino.

 

La strada era stata riaperta lo scorso 1° agosto dopo un anno e mezzo di chiusura totale, e i nuovi interventi, che rientrano in un piano già annunciato, riguarderanno il consolidamento strutturale della galleria, con un rivestimento di rinforzo delle centine.

 

All’esterno della galleria, in corrispondenza dell’imbocco nord, saranno poi installati alcuni tiranti di ancoraggio per stabilizzare la parete rocciosa e sulla parete a destra della carreggiata, oltre il ponte, verranno posate reti e barriere paramassi.

 

Si tratta, specifica una nota della Provincia, di lavorazioni complesse che impongono la chiusura totale della sede stradale, "a tutela della sicurezza di operatori e cittadini".

 

Naturalmente la nuova chiusura porterà inevitabili disagi alla viabilità, soprattutto per i residenti e per le attività economiche del territorio. "Proprio per questo - spiega la Provincia - i lavori sono stati programmati in un periodo di minor afflusso turistico, per contenere l’impatto sulla viabilità e sul sistema economico del lago di Garda".

 

"Sappiamo che ogni chiusura pesa su chi vive e lavora sul territorio – dichiara il consigliere provinciale Paolo Fontana – e questa seconda fase dei lavori era stata comunicata e pianificata fin dall’inizio. Ringrazio il Comune di Tremosine e la Comunità Montana per la collaborazione e il senso di responsabilità. Comprendiamo i disagi, ma intervenire ora significa prevenire rischi maggiori".

 

A tal fine, viene specificato, l’impegno è di rispettare i tempi stabiliti e non andare oltre il 13 marzo.

 

"La riapertura dello scorso agosto - conclude la nota - è stata possibile grazie a un articolato intervento di stabilizzazione, affiancato da un sistema di monitoraggio attivo 24 ore su 24, che continua a controllare il versante roccioso. Questa seconda fase rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso necessario: un sacrificio temporaneo, pianificato e condiviso, per garantire nel tempo maggiore sicurezza e fruibilità a un’infrastruttura strategica per il territorio".

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