Olimpiadi, poster "falsi", immagini malfatte con Ai e bagarinaggio: a Cortina il Comune corre ai ripari con un'ordinanza
Il sindaco di Cortina d'Ampezzo Gianluca Lorenzi ha firmato un'ordinanza per istituire una serie di divieti e mettere un freno ad alcune situazioni di illegalità che stanno già facendo capolino in paese a pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali

CORTINA D'AMPEZZO. Sui social in queste ultime ore rimbalzavano le immagini di un presunto manifesto olimpico in vendita in alcuni negozi di gadget di Cortina con un palese errore: al posto del campanile del paese ampezzano infatti nella "composizione artistica" ne è finito un altro, forse quello di qualche paese del bergamasco.
Ad un'occhiata più approfondita però diciamo che quella del campanile è una delle storture meno inquietanti, tra loghi ufficiali assenti, corpi piegati in maniera innaturale, volti mostruosi e materiale tecnico degli atleti fuori da ogni logica: insomma, siamo di fronte alla più classica delle immagini create (malamente) con l'intelligenza artificiale.

Sorprende però che oltre a girare sui gruppi Facebook della zona, quel poster sia effettivamente stato disponibile all'acquisto in alcuni "punti vendita" di Cortina: ecco perché per evitare un'esplosione di casi simili a questo è stata firmata dal sindaco del Comune ampezzano Gianluca Lorenzi un'ordinanza che punta a mettere un freno al cosiddetto “ambush marketing”. Si tratta, più in generale, di tutte le forme di associazione non autorizzata, diretta o indiretta, tra un’azienda non sponsor ed un evento mediatico (in questo caso ovviamente i Giochi Olimpici).
Nel dettaglio l'ordinanza si apre con un breve passaggio "anti-bagarinaggio" in cui si sottolinea la necessità di "escludere la presenza di persone che, senza titolo ad esercitare, offrono in vendita titoli di accesso alle competizioni in corso presso i Centri e comunque sul territorio comunale", ma si fa riferimento anche a "persone che con banchetti di fortuna espongono merci (magliette, felpe, sciarpe, poster e bevande anche alcoliche) in spazi ed aree pubbliche e private al di fuori di quelli individuati dal Comune di Cortina d’Ampezzo".
Viene sottolineato come la presenza e l'atteggiamento di chi pratica questo genere di commercio crea una sensazione di illegalità e scarsa sicurezza percepita nel pubblico oltre a creare potenziali situazioni di intralcio alla viabilità pubblica perché "queste istallazioni sono spesso di grandi dimensioni, ingombranti, accattivanti e collocate in luoghi di grande visibilità e passaggio degli spettatori per attirare il più possibile l’attenzione".
"La pubblicità di terzi non autorizzata - precisa l'ordinanza - può consistere anche nella distribuzione di gadget promozionali e/o campioni di prodotto non autorizzati, talora anche di scarsa o dubbia qualità e fattezze, e/o nell’attività di volantinaggio non autorizzata volta a sponsorizzare la propria impresa, nonché in attività realizzate da soggetti che, nei pressi di esercizi commerciali, invitino il pubblico a entrare, associando il locale all’evento".
Il riferimento a quel poster incriminato è abbastanza evidente anche quando si cita il passaggio di legge che vieta espressamente “le attività di pubblicizzazione e commercializzazione parassitarie, fraudolente, ingannevoli o fuorvianti poste in essere in relazione all'organizzazione di eventi sportivi non autorizzate dai soggetti organizzatori e aventi la finalità di ricavare un vantaggio economico o concorrenziale”.
Tutto questo (e molto altro) considerato, il Comune di Cortina ordina da 7 giorni prima dell'evento e poi per tutta la durata delle Olimpiadi il divieto su tutto il territorio di competenza di vendita ambulante non autorizzata dei biglietti delle gare, il divieto di svolgimento di attività commerciali, anche in forma itinerante, con esposizione delle merci; e infine le attività di pubblicità e promozione e servizi di terzi non autorizzata.












