Olimpiadi, primo sequestro di prodotti contraffatti: tazze, calendari, caramelle con il logo dei Giochi. Denunciati negoziante e azienda produttrice
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sondrio, sono poi proseguite risalendo rapidamente la filiera di distribuzione. Gli accertamenti hanno portato a una società produttrice con sede in Toscana, il cui titolare è stato a sua volta deferito all’autorità giudiziaria per analoghe violazioni

BORMIO. A Cortina ordinanza del sindaco per vietare la vendita di materiali falsi (in particolare poster generati, male, con l'Intelligenza artificiale). A Bormio arriva il primo sequestro di prodotti contraffatti con il logo delle Olimpiadi. E in Toscana viene beccata la prima azienda che si occupava di tali contraffazioni. I Giochi, si sa, portano un carico di pubblico, aspettative, merchandising impressionante. In queste ore la guardia di finanza di Bormio ha effettuato una serie di controlli mirati alla tutela della sicurezza dei prodotti e al contrasto della contraffazione ed ha individuato un esercizio commerciale del centro che vendeva articoli non autorizzati con il marchio olimpico.
Nel negozio erano esposti calendari, cartoline, tazze e confezioni di caramelle recanti i cinque cerchi olimpici, proposti a prezzi giudicati anomali e accompagnati da documentazione ritenuta poco convincente. Un dettaglio, quest’ultimo, che ha attirato l’attenzione dei finanzieri, anche perché i prodotti sospetti erano collocati sugli scaffali accanto a quelli ufficiali, creando potenziale confusione nei consumatori. E' scattato, quindi, il controllo e a fronte dei ''gravi indizi di falsità'', così li ha definiti la guardia di finanza, è stata richiesta una perizia alla società incaricata dalla Fondazione Milano Cortina 2026 per la tutela dei brand olimpici. L’esito ha confermato che i prodotti erano contraffatti.
È quindi scattato il sequestro della merce e la denuncia all’autorità giudiziaria del titolare dell’attività commerciale. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sondrio, sono poi proseguite risalendo rapidamente la filiera di distribuzione. Gli accertamenti hanno portato a una società produttrice con sede in Toscana, il cui titolare è stato a sua volta deferito all’autorità giudiziaria per analoghe violazioni. Nella sede dell’azienda è stata eseguita una perquisizione, con il supporto dei militari della Tenenza di Sansepolcro.
Durante le operazioni sono state svolte attività di digital forensics, che hanno permesso di acquisire materiale informatico ritenuto rilevante: dai file grafici utilizzati per la realizzazione dei prodotti contraffatti alle prove di stampa, fino a documentazione contabile che attesterebbe la commercializzazione degli articoli con marchio olimpico non autorizzato.












