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Trento
12 febbraio | 13:24

Olimpiadi, tra sorgenti ghiacciate e alberghi pieni di poliziotti e carabinieri il paese è a secco e scatta l'ordinanza: “Divieto di utilizzo per usi non domestici”

A Piné l'amministrazione è intervenuta con un'ordinanza, vietando gli usi non domestici e raccomandando ai cittadini di autolimitarsi anche in casa: se le misure dovessero rilevarsi insufficienti si potrebbe arrivare all'interruzione programmata dell'erogazione di acqua in determinate fasce orarie

TRENTO. A Baselga di Piné le autorità hanno vietato l'utilizzo di acqua potabile per usi diversi da quelli domestici su tutto il territorio comunale, raccomandando ai cittadini di evitare utilizzi “non strettamente necessari” anche nell'ambito domestico, privilegiando gli usi “essenziali”. A riportarlo è un'ordinanza firmata ieri – l'11 febbraio – dal sindaco Alessandro Santuari e che rimarrà in vigore fino alla revoca.

 

La questione è nota da diversi giorni: sull'Altopiano di Pinè si sono infatti registrate difficoltà sul fronte dell'approvvigionamento idrico per una serie di ragioni. In primis, le fonti più in quota che alimentano l'acquedotto sono in parte gelate per le basse temperature – come spesso succede nei periodi più freddi dell'anno. In questa stagione però, spiegava lo stesso Santuari a il Dolomiti, ad aumentare la richiesta idrica sul territorio è in particolare “la presenza sul territorio di un grande numero di poliziotti e carabinieri per la gestione dei servizi legati alle Olimpiadi nelle sedi di Tesero e Predazzo”.

 

Per far fronte alla situazione, sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco – sia i Permanenti di Trento che diversi corpi volontari dalla Vallagarina – con le cisterne per aumentare la disponibilità di acqua sul territorio, dove – al netto del divieto – il Comune raccomanda come detto alla popolazione l'autolimitazione delle risorse idriche, privilegiando esclusivamente gli usi domestici essenziali. A titolo esemplificativo – e non esaustivo – il Comune riporta una serie di utilizzi vietati nell'ordinanza, dal lavaggio di piazzali, cortili, strade e superfici esterne al lavaggio di automezzi fino all'irrigazione e al riempimento di vasche private o fontane ornamentali.

 

In altre parole, si legge nell'ordinanza, nonostante il “costante e qualificatointervento dei vigili del fuoco per sopperire alla richiesta idrica “con autobotti di acqua potabile dal Comune di Trento” alle vasche dell'acquedotto comunale “non è stato possibile ristabilire una situazione stabile e rassicurante dei livelli dei serbatoi”. Lo scenario che si delinea è di “severità idrica elevata” ed è tale da rendere necessaria l'adozione di misure restrittive e di contenimento dei consumi in vista anche di una possibile evoluzione negativa della situazione.

 

Qualora le misure di autolimitazione e le restrizioni indicate non risultassero sufficienti a garantire la continuità del servizio idrico: “L'Amministrazione comunale si riserva di adottare ulteriori provvedimenti più restrittivi, compresa l'interruzione programmata dell'erogazione dell'acqua in determinate fasce orarie, al fine di consentire un adeguato approvvigionamento nei serbatoi dell'acquedotto comunale”. Gli addetti del servizio acquedotto comunale e le forze dell'ordine sono incaricati della vigilanza e del controllo sull'osservanza dell'ordinanza.

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