Contenuto sponsorizzato
Bolzano
30 gennaio | 11:27

Paga più di 3 mila euro per comprare una Panda, ma l'auto non arriva e il venditore sparisce: carabinieri in azione

Truffe nella compravendita di autoveicoli online, tre persone denunciate dai carabinieri di Brennero e Colle Isarco per truffa e tentata estorsione

Paga più di 3 mila euro per comprare una Panda, ma l'auto non arriva e il venditore sparisce: carabinieri in azione
di Redazione

VIPITENO. Nell’ambito delle attività di contrasto ai reati contro il patrimonio, i carabinieri di Brennero e Colle Isarco, al termine di mirate e articolate attività d’indagine, hanno deferito all’autorità giudiziaria tre uomini ritenuti responsabili, a vario titolo, di truffe connesse alla compravendita di autoveicoli, poste in essere con modalità differenti ma riconducibili a schemi fraudolenti consolidati.

 

In particolare, i carabinieri di Brennero hanno deferito un uomo residente a Milano, a seguito di denuncia presentata da un cittadino che riferiva di aver visionato, su un noto portale di annunci online, un’inserzione relativa alla vendita di una Fiat Panda. Dopo aver contattato telefonicamente il presunto venditore, la vittima si è accordata per l’acquisto del veicolo al prezzo di 3.100 euro.

 

A seguito dell’effettuazione di due bonifici bancari per l’importo pattuito, il venditore interrompeva ogni contatto, avanzando successivamente una richiesta di ulteriori 1.200 euro per asserite spese di spedizione, mai corrisposte dal denunciante. L’autovettura non è stata mai consegnata. Gli accertamenti bancari e telematici svolti dai militari hanno però consentito di identificare il presunto responsabile, deferito all’autorità giudiziaria per truffa.

 

In un distinto procedimento, i carabinieri di Colle Isarco hanno deferito due persone, padre e figlio, residenti in provincia di Verona, a seguito di denuncia sporta da un giovane residente a Vipiteno. La vittima riferiva che, dopo aver rinvenuto sulla propria autovettura un biglietto da visita riconducibile a un presunto commerciante di auto, contattava telefonicamente l’interessato per concordare la vendita del proprio veicolo.

 

Raggiunto un accordo per la vendita dell’autovettura al prezzo complessivo di 16.000 euro, il presunto acquirente si recava a Vipiteno, consegnando 1.000 euro in contanti a titolo di caparra. Le parti procedevano quindi alla formale stipula dell’atto di vendita presso un’agenzia di pratiche auto.

 

Dopo di ciò, l’amara scoperta, il saldo non solo non veniva pagato nei giorni a seguire ma altresì il venditore veniva ripetutamente minacciato, con richieste di ulteriori somme di denaro per presunti danni al veicolo, richieste alle quali non aderiva.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato