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Trento
24 ottobre | 06:00

Paura e degrado, la Portela si svuota: anche Acli Viaggi se ne va. Presentato un nuovo esposto degli esercenti rimasti: “Non è più possibile lavorare in sicurezza”

La comunicazione di recesso da parte di Acli Viaggi srl: "Tale decisione è maturata anche a causa del progressivo mutamento del contesto urbano e commerciale circostante, caratterizzato da evidente degrado della zona che non consente più il sereno e proficuo svolgimento dell'attività aziendale nei locali"

Paura e degrado, la Portela si svuota: anche Acli Viaggi se ne va
di Maria Vittoria Letrari e Giuseppe Fin

TRENTO. “Evidente degrado della zona che non consente più il sereno e proficuo svolgimento dell’attività”. Sono le parole che pesano come un macigno e che arrivano da chi, in quella zona, ci lavora da ormai diverso tempo. Stiamo parlando di Acli Viaggi che ha deciso nel mese di settembre di comunicare la decisione di andarsene dalla zona di piazza della Portela. 

 

Quando un’attività decide di fare le valigie perché non riesce più ad andare avanti, il problema del degrado, purtroppo, non è più soltanto una questione di percezione. “Qui la situazione non è migliorata, abbiamo persone che alle 9 di mattina si mettono a spacciare” ci spiega Alberto Bertocchi, proprietario degli spazi dove oggi si trova l'Agenzia Viaggi.  Non è certamente un problema nuovo. Da ormai diversi anni la situazione in piazza della Portela, piazza Santa Maria Maggiore e le vie limitrofe è teatro di spaccio e microcriminalità. Nonostante le segnalazioni fatte dai residenti, però, nulla sembra essere migliorato. 
Perdigiorno e spacciatori hanno nel corso degli anni progressivamente sottratto uno spazio della città ai cittadini e anche a molte attività economiche. Un’area pubblica che dovrebbe essere sicura e accessibile è diventata tutt'altro.  

 

Ed ecco allora che l'ultima decisione di Acli Viaggi di andarsene ha portato una trentina di esercenti dell'area a raccogliere le proprie firme per un esposto che due settimane fa è stato inviato al sindaco, alla Commissaria del Governo e alle forze dell’ordine della città di Trento. 

Nel documento inviato alle istituzioni, i commercianti tracciano un quadro allarmante e dettagliato della quotidianità tra via Roma, via Torre Vanga, via Prepositura, Via Pozzo, vicolo San Giovanni, piazzetta 2 Settembre, piazza Santa Maria Maggiore e piazza della Portela. Una situazione definita “annosa e strutturale” non più riconducibile a episodi isolati, ma divenuta una costante che condiziona pesantemente la vita del quartiere. 

 

Al centro delle segnalazioni c’è un degrado che si manifesta su più fronti: dal consumo e spaccio di stupefacenti alla luce del sole, fino a frequenti episodi di microcriminalità, tra cui risse, aggressioni, furti e danneggiamenti ad arredi urbani e proprietà private.  

“Ci sono persone che fumano crack a bordo della strada – commenta Bertocchi – e criminali che vengono arrestati e il giorno seguente vengono rilasciati e li rivediamo tornare qui. Queste condotte trasformano spazi teoricamente dedicati alla socialità e al commercio in aree di bivacco, illegalità e pericolo.”

 

A questo si aggiunge un grave quadro igienico-sanitario. Rifiuti di ogni genere, vetri, siringhe e deiezioni umane vengono abbandonate sul suolo pubblico. 
Un contesto diventato insostenibile anche sul piano economico. Il caso di Acli Viaggi srl rappresenta per i commercianti il simbolo di una desertificazione sociale ed economica. “Non stiamo parlando di crisi di impresa – continua Bertocchi –, ma di impossibilità oggettiva di lavorare in sicurezza e tutelare clienti e dipendenti”. Una scelta, quella del recesso, non facile perché ha comportato una notevole perdita di investimento. 

Di fronte a questo scenario, l’esposto collettivo si chiude con una serie di richieste precise e urgenti rivolte alle autorità: un incremento dei controlli e dei pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale, verifiche amministrative stringenti sulla gestione degli esercizi e dei plateatici usati impropriamente come base per attività illecite, e interventi straordinari di pulizia e igiene urbana. In altre parole, si richiede il ripristino delle condizioni di sicurezza e vivibilità della zona, a beneficio di residenti e commercianti. 

 

Una situazione che, a due settimane dalla deposizione, sembra non essere cambiata. “Abbiamo notato qualche volante in più – conclude Bertocchi -, ma sicuramente non ci sono stati gli interventi richiesti”.

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