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Bolzano
01 aprile | 15:42

Ritrovato senza vita in posizione fetale in montagna: una macchina fotografica ricostruisce le ultime ore di Huang Peng

Lo studente cinese si trovava in Alto Adige per realizzare il suo sogno di vedere le Dolomiti

BOLZANO. Il suo sogno era vedere le Dolomiti e per questo, approfittando di una pausa universitaria, aveva deciso di passare qualche giorno in val Gardena, in Alto Adige.

 

Voleva fare fotografie, passeggiate, escursioni. Ammirare quelle montagne che aveva visto solo su Instagram, dal suo paese, così lontano sulla carta.

 

Huang Peng aveva solo 28 anni ed è morto ai piedi delle vette che tanto aveva sognato di vedere, sorpreso, con tutta probabilità, da una tempesta di neve che non gli ha dato scampo.

 

Rinvenuto in posizione fetale, secondo i soccorritori potrebbe essere morto di ipotermia, o di stenti. Ed è stata la macchina fotografica che il ragazzo portava con sé a rispondere a molte domande rimaste aperte fino al momento del ritrovamento.

 

Dottorando alla Sichuan University, Huang Peng si trovava in Italia per un programma di scambio con l’università della Tuscia e il 18 gennaio era arrivato a Ortisei, al Garni Dolomitenblick dove programmava di restare per tre giorni.

 

Secondo le ricostruzioni, Huang Peng ha lasciato la struttura ricettiva la mattina del 20 gennaio, dopo la colazione, vestito in modo adeguato per affrontare i sentieri della zona. 

 

Da quel momento, il suo smartphone è risultato spento e ogni tentativo di contatto tramite WeChat è caduto nel vuoto.

 

L'allarme è scattato ufficialmente il giorno successivo, quando il titolare dell'hotel, non vedendolo rientrare per il check-out, ha allertato i Carabinieri e da quel momento si è messa in moto la macchina dei soccorsi.

 

Una massiccia operazione di ricerca è così scattata tra i versanti montani della Val Gardena e della Val di Funes.

 

La sorella di Huang e altri familiari sono giunti appositamente dalla Cina, unendosi alle operazioni sul campo insieme a Jiany Xia, rappresentante della comunità cinese in Alto Adige.

 

Del ragazzo però, nessuna traccia. Nemmeno l'analisi delle celle telefoniche aveva fornito informazioni utili: troppo ampio il raggio coperto per circoscrivere le ricerche.

 

Tanto più che dopo qualche settimana le ricerche si erano interrotte, anche a causa di condizioni metereologiche che non avrebbero permesso di operare in sicurezza.

 

Poi la svolta: la mattina del 30 marzo, un gruppo di escursionisti austriaci e germanici hanno avvistato un corpo mentre risalivano la forcella del Mezdì, tra la val di Funes e la val Gardena.

 

I soccorsi, intervenuti sul posto, avevano ipotizzato che il corpo potesse essere riemerso dalla neve a causa di una valanga staccatasi negli scorsi giorni o che Huang Peng fosse stato travolto da una massa di neve poche ore dopo la scomparsa.

 

In realtà, come riferisce il soccorso alpino, il giovane sarebbe deceduto a causa del freddo, o degli stenti e il suo corpo sarebbe stato coperto dalla neve scesa abbondantemente nei giorni successivi alla scomparsa.

 

A confermare questa ipotesi sarebbero le fotografie scattate da Huang Peng poco prima di morire: diretto al rifugio Firenze, partendo dal rifugio delle Odle, ha perso la vita nella forcella del mezdi, a metà strada.

 

L'Università della Tuscia ha espresso “profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Huang Peng. La rettrice Tiziana Laureti, a nome dell'intera comunità accademica, esprime sincera vicinanza e partecipazione al dolore della famiglia, dei colleghi e di tutti coloro che lo hanno conosciuto. 

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