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Bolzano
29 giugno | 11:29

"Sfondano le vetrine senza nemmeno la paura di essere visti. Vogliamo sicurezza": l'allarme di Confesercenti dopo l'escalation di spaccate

Ormai i ladri non usano più stratagemmi ma vanno di pura violenza: commercianti e residenti sono esasperati

BOLZANO. Il vero incubo dei commercianti bolzanini, oggi, non è solo fare l'inventario della merce rubata, ma il rumore dei cristalli che vanno in frantumi e le fatture dei serramenti da rifare. C'è una rabbia palpabile che unisce esercenti e residenti del centro come dei quartieri del capoluogo altoatesino, stanchi di sentirsi vulnerabili e compatti nel chiedere un cambio di passo sul fronte della sicurezza. Perché ormai non si deve più "solo" affrontare i ladri: si ha a che fare con soggetti che vanno di cattiveria e anche un po' di sfrontatezza. Non si ruba più con scaltrezza, cercando di non fare rumore e di non essere visti: si sfondano le vetrine con i furgoni rubati sapendo di essere ripresi dalle telecamere. 

 

Una tensione che è emersa chiaramente anche durante l’ultimo incontro estivo del format “In mezz’ora” organizzato da Confesercenti con l'assessora provinciale Ulli Mair, dove i vertici dell'associazione hanno portato al tavolo i timori di una categoria che si sente sotto assedio. Perché la verità che emerge dai marciapiedi è che le regole del gioco sono cambiate, e in peggio.

 

Il vero fulcro della questione, infatti, sta tutto in un cambio di passo epocale e decisamente preoccupante delle modalità dei colpi. A metterlo nero su bianco è il direttore di Confesercenti, Mirco Benetello, che fotografa una situazione che sta esasperando cittadini, residenti e soprattutto i commercianti, ormai stanchi di fare la conta dei danni e compatti nel chiedere un presidio vero. Come spiega lo stesso Benetello, "anni fa, anche a Bolzano, nei negozi i ladri entravano cercando di forzare gli infissi. O con qualche stratagemma un minimo complesso". Quei tempi però, sono finiti da un pazzo. "Oggi non si preoccupano di nulla: frantumano direttamente la vetrina senza porsi tanti problemi. Senza nemmeno preoccuparsi di essere visti". Una sfrontatezza disarmante che si traduce in una beffa per chi al mattino deve tirare su la serranda, perché come sottolinea il direttore, molto spesso "il danno più importante per l'esercente non è l'ammanco ma il vandalismo agli infissi".

 

Insomma, si rischia di spendere più per rimettere in piedi il negozio che per la merce rubata.

 

E che non si tratti di una percezione distorta ma di una striscia di cronaca fin troppo reale lo dimostrano le decine di spaccate che stanno flagellando il centro e i quartieri. L’ultimo esempio, quasi da film d'azione se non fosse maledettamente vero, è andato in scena il 26 giugno ad Appiano sulla Strada del Vino. Nel mirino è finito di nuovo il negozio di bici Sanvit, colpito per la seconda volta nel giro di appena un mese. Qui i ladri non hanno usato mezze misure: sono arrivati nella notte con un furgone, lo hanno usato come ariete per sfondare la vetrina e sono scappati con un bottino di biciclette. Un episodio che fotografa alla perfezione l'allarme lanciato da Confesercenti: oggi non ci si nasconde più, si distrugge e si porta via.

 

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