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| 09 febbraio | 11:29

Si finge sorda al pronto soccorso per estorcere soldi fingendo raccolte benefiche, ma chiede l’offerta a un poliziotto in abiti civili che la smaschera e la fa arrestare

A seguito del controllo documentale e delle informazioni contenute nella Banca Dati del Ministero dell’Interno, si è potuto constatare di come la donna fosse da tempo conosciuta dalle forze dell'ordine già destinataria di numerose denunce di reato relative a truffe commesse con le medesime modalità nonché responsabile di sistematiche inottemperanze ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria e delle autorità di pubblica sicurezza

Si finge sorda al pronto soccorso per estorcere soldi fingendo raccolte benefiche
di Redazione

BRESCIA. Si finge sorda al pronto soccorso per estorcere denaro ma si trova davanti un agente di polizia in abiti civile impegnato in servizio. 

A finire nei guai nel bresciano è stata una ragazza rumena di 26 anni  senza fissa dimora, con a proprio carico numerosi precedenti penali e di Polizia per reati di diversa natura e gravità contro il patrimonio e per truffa aggravata, già destinataria di 2 fogli di via obbligatori rispettivamente dai comuni di Rimini e di Verona.

 

L'agente è stato avvicinato dalla giovane che, con una complessa e studiata messinscena, simulava di essere sordo. Per conferire maggior credibilità al suo racconto, la donna esibiva anche della documentazione con loghi correlati al mondo della disabilità, tra cui il simbolo "Tourisme & Handicap" e la bandiera italiana, sormontati dalla dicitura in grassetto: “Certificato regionale per persone non udenti e fisicamente disabili e desideriamo aprire un centro internazionale per bambini poveri grazie” integrato da una tabella recante firme e importi fittizi di presunte donazioni già effettuate.

 

Il poliziotto pertanto, insospettito dalle anomalie riscontrate e dalla violazione delle direttive sanitarie che vietano simili attività in aree sensibili, si identificava, si faceva consegnare la “certificazione” ed il foglio firme per poi condurre la donna all’Ufficio della Polizia di Stato all’interno dell’Ospedale.

 

Qui la malvivente, in un forte stato d’agitazione, rinunciava repentinamente a proseguire nella simulazione della disabilità, ammettendo di aver redatto personalmente le diciture sul foglio e di aver apposto le firme contraffatte per “ricattare emotivamente” pazienti e loro famigliari ad effettuare donazione di denaro.

 

A seguito del controllo documentale e delle informazioni contenute nella Banca Dati del Ministero dell’Interno, si è potuto constatare di come la donna fosse da tempo conosciuta dalle forze dell'ordine già destinataria di numerose denunce di reato relative a truffe commesse con le medesime modalità nonché responsabile di sistematiche inottemperanze ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria e delle autorità di pubblica sicurezza.

 

Pertanto al termine degli atti di Polizia Giudiziaria la donna è stata tratta in arresto per tentata truffa aggravata poiché posta in essere all'interno di un presidio ospedaliero, approfittando della condizione di fragilità emotiva e di minorata difesa degli utenti e messa a disposizione della Procura della Repubblica.

 

In considerazione di quanto accaduto, il questore della provincia di Brescia Paolo Sartori ha disposto nei suoi confronti, in - conformità con quanto previsto dal Codice delle Leggi Antimafia - la misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio con conseguente divieto  di ritorno nel comune di Brescia per i prossimi 3 anni. In caso di violazione del provvedimento la donna potrà essere condannata sino a 1 anno e mezzo di reclusione ed alla multa di 10mila  euro. Inoltre, sempre il questore ha dato avvio alle complesse procedure finalizzate all'espulsione di un cittadino comunitario.

 

“Le truffe, specialmente se commesse presso Strutture Sanitarie, rappresentano una forma di reato particolarmente odiosa, poiché colpiscono solitamente le fasce più deboli e sensibili della popolazione, approfittando della condizione di fragilità emotiva delle persone, inducendo l’utente ad affidarsi con maggiore serenità ad iniziative a finalità sociali, di solidarietà e connesse al mondo della disabilità, ritenendole legittime e autorizzate – ha ribadito il Questore della Provincia Autonoma di Brescia Paolo Sartori –. Per questo motivo la Polizia di Stato è da sempre attenta riguardo a questo fenomeno delinquenziale, e le iniziative di informazione e sensibilizzazione sull’argomento, attuate oramai da tempo in ambito nazionale, sono particolarmente efficaci nel contribuire ad accrescere il livello di consapevolezza, fornendo nel contempo alle potenziali vittime un valido contributo per consentire loro di riconoscere le truffe e denunciarle tempestivamente”.

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