Si presentano alla porta in uniforme, ma non sono carabinieri: truffatori fermati con 22 mila euro di gioielli rubati al casello dell'A22
Vittime della truffa due anziani che però hanno avuto la prontezza di segnarsi la targa dell'auto con cui i malviventi si sono dati alla fuga

BOLZANO. Hanno raggirato due persone anziane fingendosi appartenenti all'Arma dei Carabinieri, addirittura utilizzando parti dell'uniforme in dotazione ai militari.
L'allarme è scattato nella mattinata dell'8 settembre: un uomo di nazionalità italiana, qualificatosi telefonicamente come carabiniere, ha contattato una coppia di anziani residenti a Bolzano invitandoli a raccogliere in un panno tutto l’oro, i preziosi ed il denaro contante custoditi nella loro abitazione, con il pretesto della necessità di eseguire un’immediata perquisizione.
Le vittime, allarmate dalla situazione e ignare di trovarsi di fronte a un tentativo di truffa, hanno successivamente consentito l’accesso alla propria abitazione a due individui che si sono presentati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Approfittando di un momento di distrazione dei coniugi, i due malviventi si sono impossessati di tutti i preziosi e del denaro contante presenti nell’appartamento, per poi darsi alla fuga.
Una volta resisi conto di essere state truffate, le vittime hanno tuttavia avuto la prontezza di annotare il numero di targa dell’autovettura utilizzata dai responsabili e di comunicarlo ai Carabinieri.
Grazie alla tempestiva segnalazione trasmessa alla sala operativa della polizia stradale è stato possibile individuare il veicolo sull’autostrada A22, nei pressi del casello di Rovereto Sud.
I due uomini sono stati quindi arrestati, nel corso della perquisizione del veicolo è stata rinvenuta l’intera refurtiva, costituita da preziosi e denaro contante per un valore complessivo di circa 22.000 euro, nonché diverse parti dell’uniforme in uso all’Arma dei Carabinieri.
Si precisa che nei confronti degli indagati opera il principio della presunzione d’innocenza e che l’eventuale responsabilità penale degli stessi potrà essere accertata esclusivamente con sentenza definitiva e irrevocabile di condanna.














