Spiraglio nel futuro di Edim Bosch: c’è una richiesta di acquisto dello stabilimento bellunese. I sindacati chiedono garanzie per i lavoratori
Novità positive per Edim-Bosch, tra le aziende bellunesi a rischio chiusura. I sindacati rendono noto infatti che è stata avanzata una richiesta formale di acquisto, nonostante non ci sia ancora l’accordo definitivo. Nel frattempo si richiede il rinnovo della cassa integrazione, in scadenza a maggio

SETTEVILLE. Passi avanti nel futuro di Edim-Bosch, una delle (purtroppo non poche) aziende bellunesi la cui produzione è a rischio e, per questo, attenzionata da mesi dai sindacati. Secondo quanto comunicato dalla direzione, infatti, è arrivata una richiesta formale di acquisto.
A gennaio si era decisa la proroga della cassa integrazione fino a maggio, mentre si continuavano a cercare nuovi investitori per salvare i 186 posti di lavoro dei due stabilimenti italiani di Villasanta (MB) e Quero Vas. Nell’incontro svoltosi a marzo, poi, l’azienda aveva confermato un ricorso massiccio alla cassa integrazione guadagni straordinaria, con una lunga fermata produttiva partita con le vacanze pasquali - tra le preoccupazioni dei sindacati, che auspicavano si evitasse di ricorrervi come un ammortizzatore passivo (tanto che avevano parlato di “parcheggio sociale” della forza lavoro).
A quanto pare le speranze non sono state vane. Nell’incontro di oggi, venerdì 10 aprile, la direzione aziendale ha comunicato l’esistenza di una richiesta di acquisto, rendendo noto anche che l’azionista di maggioranza ha espresso parere favorevole alla proposta, pur non essendo ancora giunti alla firma definitiva.
I sindacati intervengono ora per riconoscere il lavoro svolto dalle parti coinvolte, che ha contribuito a mantenere aperta una prospettiva concreta di continuità industriale e occupazionale. Allo stesso tempo, Fim e Fiom Belluno sottolineano la necessità di giungere rapidamente alla definizione dell’accordo di acquisizione per avviare un confronto approfondito sul piano industriale della futura società e sulle garanzie occupazionali.
Una situazione non dissimile a quella della poco lontana Hydro, nel cui ultimo incontro di pochi giorni fa a Roma si sono registrate 6 manifestazioni formali di interesse all’acquisizione (qui i dettagli). E, come per Hydro la richiesta dei sindacati è di non abbassare la guardia per mantenere l’unità del sito produttivo, in Edim Bosch si punta a un progetto industriale che operi nel settore della componentistica automotive, assicurando stabilità, prospettive di sviluppo e tutela dei livelli occupazionali.
“In tale contesto - ribadiscono i sindacati - emerge con chiarezza la necessità di prorogare la composizione negoziale attualmente in scadenza il prossimo 5 maggio, unitamente al rinnovo degli ammortizzatori sociali, in particolare della cassa integrazione, indispensabili per accompagnare questa fase di transizione e garantire la tutela di tutti i lavoratori coinvolti”.
Prossimo appuntamento sarà lunedì 13 aprile con le assemblee dei lavoratori, durante le quali sarà condiviso il percorso che condurrà alla effettiva cessione alla nuova società. “Come organizzazioni sindacali - aggiungono i segretari Stefano Bona e Mauro Zuglian - continueremo a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, mantenendo costante il confronto con le parti e assicurando il massimo impegno nella difesa dell’occupazione e del futuro industriale dei siti”.












