Stalla bruciata, morti 300 tori, azienda distrutta ma il paese si è attivato: "Ho visto allevatori sfidare le fiamme per far uscire le bestie. C'è chi ha portato 300 quintali d'acqua"
"Nei paesi c'è ancora un fortissimo senso di comunità - spiega il sindaco di Avio Ivano Fracchetti -: da noi quando qualcuno è in difficoltà tutti rispondono presente. E' successo anche lunedì: ci sono stati allevatori che, sfidando il fumo e le fiamme, si sono prodigati per far uscire le bestie dalla stalla, chi ha caricato un proprio camion con 300 quintali d'acqua (pari a 30mila litri, ndr) per rifornire i vigili del fuoco, chi ha allestito i recinti e controllato gli animali sino a notte inoltrata e chi, nei giorni successivi, ha portato generi di conforto e sta fornendo manodopera"

AVIO. Un'intera comunità si è mobilitata ed è al fianco di chi, in pochi minuti, ha visto divorati dalle fiamme 45 anni di fatiche e investimenti.
Lunedì 2 marzo un devastante incendio, partito da un miscelatore di mangime, ha distrutto l'azienda agricola "Maso Stivo" di Sabbionara d'Avio.
Il vento, che proprio in quei momenti si è alzato sulla Vallagarina e l'ambiente "secco" (non piove da circa due settimane), hanno fatto sì che le fiamme si diffondessero in maniera repentina a tutti i comparti dell'immensa struttura che, per dimensioni, viene chiamata "I Staloni" dagli abitanti della zona.
Circa 300 capi di bestiame sono morti carbonizzati, gli altri sono stati salvati e trasferiti successivamente nell'altra struttura di proprietà dell'azienda situata in provincia di Verona e in altre stalle. I danni, ovviamente, sono ingenti, per utilizzare un eufemismo e per pensare ad una ripartenza ci vorrà tempo.
Il Governatore Fugatti è accorso immediatamente sul luogo dell'incendio e questa sera Giulia Zanotelli, l'assessora provinciale competente in materia di agricoltura e allevamento, scenderà ad Avio per verificare di persona la situazione.
In attesa della relazione dei vigili del fuoco sull'accaduto (se ne occuperà il corpo permanente di Trento), l'intero paese è a fianco della famiglia Rigatti. Non da ieri, martedì, non da oggi, ma l'attivazione è stata immediata e concreta: sin dal momento in cui si è diffusa la notizia che agli "Staloni" era scoppiato un incendio devastante, tutta la comunità si è mobilitata.
A partire dagli allevatori della zona, che si sono recati sul posto abbandonando le rispettive aziende senza pensarci su due volte e, destreggiandosi tra il fumo nero che stava avvolgendo l'intera Bassa Vallagarina e le fiamme altissime, si sono prodigati per evacuare le bestie rimaste intrappolate nelle stalle.
C'è stato poi chi, dopo aver visto quanto stava accadendo, è tornato indietro, ha riempito un proprio camion con 300 quintali (pari a 30mila litri) d'acqua, portandola sul posto per rifornire i vigili del fuoco. E ancora chi ha allestito i recinti provvisori dove sistemare tori e vacche in attesa del trasferimento ed è rimasto per ore e ore a "vigilare" e a chi, ieri e oggi, sta supportando in ogni modo l'azienda, prestando la propria opera nei modi più disparati.
Uno straordinario senso di solidarietà, che è arrivato e sta arrivando in maniera spontanea.
Non c'è stata alcuna "chiamata", non tutte le persone che sono intervenute per aiutare conoscevano direttamente i titolari dell'impresa, semplicemente - di fronte ad un avvenimento di tale portata - a tantissimi è venuto spontaneo "dare una mano", in nome di un senso di comunità che nei paesi è ancora ben radicato e viene tramandato di generazioni in generazioni.
"Nei paesi c'è ancora un fortissimo senso di comunità - spiega il sindaco aviense Ivano Fracchetti - e ad Avio, checché qualcuno dica o pensi il contrario, quando una persona è in difficoltà tutti rispondono presente, senza nemmeno bisogno di chiederlo. Accade in tempo di vendemmia e potatura: se un contadino è impossibilitato ad operare, gli altri uniscono le forze e lo aiutano. E' assolutamente normale. E' successo lunedì, quando un incendio devastante, il più grave che qui ricordiamo a memoria d'uomo, ha distrutto l'azienda agricola Monte Stivo. Le persone sono arrivate spontaneamente sul luogo dell'incendio: ho visto allevatori prodigarsi, sfidando il fumo e le fiamme, per far uscire rapidamente le bestie dalla stalla, c'è stato chi ha caricato un camion con 300 quintali d'acqua per supportare i vigili del fuoco nelle operazioni di spegnimento, c'è stato chi ha allestito i recinti con le transenne che abbiamo fatto arrivare immediatamente e ha controllato gli animali sino a notte inoltrata e chi, nei giorni successivi, ha portato generi di conforto e sta fornendo manodopera per le operazioni post spegnimento e bonifica. Per noi è la consuetudine e, nella tragedia, Avio ha dimostrato di essere un paese unito che sa aiutare chi si trova in difficoltà".














