Terrore in centro, due giovani arrestati per tentato omicidio: si cerca ancora la pistola con cui è stato sparato almeno un colpo
I carabinieri hanno arrestato due giovani di 25 e 24 anni considerati i responsabili della violenta aggressione culminata con un colpo di pistola esploso in una tabaccheria del centro città

TRENTO. Due arrestati per tentato omicidio e una pistola che ancora "manca all'appello": questo in estrema sintesi il risultato delle fulminee indagini dei carabinieri di Trento dopo i fatti che hanno sconvolto il centro città del capoluogo nella mattina di oggi, venerdì 10 aprile.
I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno infatti comunicato di aver sottoposto a fermo di indiziato di delitto due albanesi di 25 e 24 anni, entrambi non residenti in provincia e con precedenti di polizia legati anche agli stupefacenti, ritenuti responsabili, in concorso, di tentato omicidio.
L’episodio come ormai noto si è verificato intorno alle 9.30 in via Santa Croce, dove a seguito di un diverbio per motivi in corso di accertamento, i fermati hanno aggredito con estrema violenza due tunisini di 28 e 24 anni domiciliati in città, anch’essi con precedenti legati al mondo dello spaccio.
L’aggressione è poi proseguita all’interno della tabaccheria lì presente, dove uno dei due albanesi ha estratto una pistola ed esploso almeno un colpo, fortunatamente non andato a segno: nel prosieguo dello “scontro”, l’aggressore armato ha quindi colpito alla testa il 28enne con il calcio della medesima arma, provocandogli ferite successivamente medicate al pronto soccorso.
Subito dopo i fatti, i due si sono dati alla fuga nelle vie limitrofe, ma sono stati rintracciati e bloccati poco dopo dai carabinieri della szione operativa del Norm, intervenuti tempestivamente a seguito delle segnalazioni giunte al 112.
L’arma utilizzata non è stata al momento rinvenuta e sono in corso ulteriori ricerche da parte dei militari. Al termine degli accertamenti i due fermati sono stati quindi condotti alla Casa Circondariale di Trento, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a quando la loro colpevolezza non sarà accertata con sentenza irrevocabile.












