“Tremava davanti al bancomat con i truffatori in vivavoce che gli dicevano cosa fare”: ecco come un giovane ha fermato una truffa a un anziano
A raccontarci questa storia è il giovane che ha deciso di inviare a il Dolomiti una lettera anche per sensibilizzare le persone a tenere sempre alta la guardia. Quella che si è materializzata davanti agli occhi del ragazzo ieri sera è una di quelle situazioni che, anche solo a colpo d’occhio, ti fanno capire che non si tratta di una normale operazione bancaria, ma di una truffa. Di quelle infami, che prendono di mira in particolare le persone anziane, quelle più deboli

TRENTO. Era agitato e con il telefono in vivavoce stretto in una mano, l’altra che tremava mentre cercava di premere i numeri sul tastierino del bancomat. Le istruzioni arrivavano dall’altra parte della linea, incalzanti. Troppo.
E' quello che si è trovato davanti un ragazzo ieri sera mentre attendeva di fare un prelievo. Un anziano, prima di lui, stava compiendo delle operazioni che lasciavano poco spazio a dubbi e facevano subito capire che qualcosa non andava.
A raccontarci questa storia è il giovane che ha deciso di inviare a il Dolomiti una lettera anche per sensibilizzare le persone a tenere sempre alta la guardia.
Quella che si è materilaizzata davanti agli occhi del ragazzo ieri sera è una di quelle situazioni che, anche solo a colpo d’occhio, ti fanno capire che non si tratta di una normale operazione bancaria, ma di una truffa. Di quelle infami, che prendono di mira in particolare le persone anziane, quelle più deboli.
L’anziano era stato convinto ad uscire di casa in fretta per raggiunte un bancomat in via Fratelli Fontana. Era visibilmente in stato di agitazione e ansia. Anche nel modo di vestire mostrava che aveva fatto tutto velocemente.
Ad un cero punto il ragazzo, capito che si trattata una truffa ai danni del povero anziano, si è avvicinato con cautela chiedendogli se avesse bisogno di aiuto. “Mi hanno detto che devo fare un bonifico, ma ci sono problemi tecnici, non riesco. Ora mi hanno detto di provare in un altro sportello”, ha risposto l'uomo con la voce spezzata e staccandosi per un attimo dal telefono con i truffatori in linea.
“Di che genere di bonifico si tratta?” ha chiesto allora il ragazzo. A quel punto l'anziano ha mostrato il cellulare. Sullo schermo c'era un messaggio: il classico testo che purtroppo accompagna una delle truffe più diffuse.
Nel messaggio si parlava di un presunto addebito di 4.890 euro per un acquisto su Amazon, con l’invito a contattare immediatamente un numero di telefono nel momento in cui si ritenesse di non aver fatto l'operazione. Così, purtroppo, l'anziano ha fatto. “Dall’altra parte della linea – racconta il giovane a il Dolomiti - i truffatori si erano presentati al povero anziano come operatori di Unicredit, rassicurandolo e spiegandogli che avrebbero risolto il 'problema'”. In realtà lo avevano solo spaventato, spinto ad uscire di casa e portato fino allo sportello bancomat, mandandolo in confusione e guidandolo passo dopo passo per rubargli dei soldi.
“Vista la situazione ho chiesto di passarmi il telefono – spiega il ragazzo a il Dolomiti – per parlare con questi truffatori. Dall’altra parte continuavano a ripetere una sola frase: 'Ci passi il signore che è lì. Lei cosa centra?'. Stesse parole ripetute più volte ma difronte alle mie richieste di spiegazioni tutto ad un tratto hanno riattaccato”.
L'anziano a quel punto ha iniziato a capire di essere stato vittima di un tentativo di truffa. “Non so cosa sia successo, mi è arrivato quel messaggio e mi sono spaventato”, ha detto l’anziano, con la voce che tremava ancora. La truffa era stata interrotta in tempo. Il bonifico non era partito e il dento sul conto corrente era salvo. Alla fine, non sono servite molte parole. Solo un abbraccio. E un grazie sincero.


















