Tutte le gaffes del direttore di RaiSport Petrecca durante la diretta della cerimonia: i giornalisti chiedono le dimissioni: "Figuraccia e danni alla reputazione"
"Petrecca e vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai alla cerimonia di apertura dei Giochi - scrivono il Cdr della Rai, Usigrai e il fiduciario di Milano di RaiSport -. Ai vertici dell'azienda non sarà sfuggita l'impressione generale offerta dalla telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano - Cortina. Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l'ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato dalla sua precedente testata. Alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi, a fronte dei dubbi del Cdr per la sua auto assegnazione dell'incarico di telecronista, Petrecca ha risposto 'io ci metto sempre la faccia'. Sarebbe ora di farlo fino in fondo"

MILANO. Una nota durissima, nella quale si parla di "figuraccia", di "bruciante sconfitta per l'immagine del servizio pubblico e di chi ci lavora", domandando ai vertici aziendali se "sono consapevoli dei danni causati alla reputazione della Rai da questa iniziativa".
E, infine, chiedendo le dimissioni del direttore di RaiSport Paolo Petrecca che, a fronte dei dubbi del Cdr per la sua auto assegnazione dell'incarico di telecronista (è stato lui, in maniera a dir poco disastrosa, a commentare la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi, dopo che il vice direttore Auro Bulbarelli era stato rimosso dall'incarico di "prima voce") "ha risposto "io ci metto la faccia". Sarebbe ora di farlo sino in fondo".
Il giorno dopo continua a far discutere - e non poteva essere altrimenti - e ad incassare esclusivamente critiche e pareri negativi la telecronaca, andata in onda in diretta su Rai 1, del maestoso vernissage che ha aperto ufficialmente i Giochi Olimpici di Milano Cortina.
Tanti, troppi gli errori commessi da chi dirige la struttura che, caso unico nella storia della tv nazionale, ha deciso in prima persona di mettersi al microfono. Negli ultimi venticinque anni tale onore (ma anche un enorme "onere" viste le pressioni e la portata dell'evento) era toccato a Franco Bragagna, una delle voci più autorevoli dell'etere di Stato.
Dopo essere stato "pensionato" - senza nemmeno un "grazie" e non trovando quel compromesso che sarebbe stato estremamente produttivo per entrambi - il giornalista bolzanino, "mamma Rai" ha affidato l'incarico al vice direttore Auro Bulbarelli, che del ciclismo è stato cantore per decenni prima di essere assegnato a incarichi dirigenziali.
Uno "spoiler" di troppo sarebbe il motivo per cui gli è stato "tolto" il ruolo di telecronista della cerimonia e, a sorpresa, il direttore (da primavera 2025) Paolo Petrecca ha voluto scendere in campo in prima persona. E il risultato è stato gravemente insufficiente. Le topiche commesse sono state tante e clamorose.
Ebbene il Comitato di Redazione della Rai, l'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai e il fiduciario di Milano di RaiSport, hanno emesso un comunicato stampa dai toni perentori: nel mirino ci sono il direttore e i vertici aziendali, che hanno deciso di nominare alla guida di RaiSport Petrecca, sfiduciato dalla sua precedente redazione (dal 2021 guidava RaiNews) e, per ben due volte, anche dai giornalisti della struttura che dirige attualmente.
"'L'importante è partecipare', ma fino a un certo punto. Petrecca e vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai alla cerimonia di apertura dei Giochi - scrivono il Cdr della Rai, Usigrai e il fiduciario di Milano di RaiSport -. Ai vertici dell'azienda non sarà sfuggita l'impressione generale offerta dalla telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano - Cortina. Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l'ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato dalla sua precedente testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell'importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di RaiSport, dove è stato sfiduciato altre due volte. Se i Giochi hanno come motto 'L'importante è partecipare', non così dovrebbe essere per chi, invece di premiare il merito, con la sua iniziativa ha causato una bruciante sconfitta per l'immagine del servizio pubblico e di chi ci lavora. I vertici aziendali, che da tempo continuano a difenderlo nonostante le ripetute mobilitazioni delle redazioni, sono consapevoli dei danni causati alla reputazione della Rai da questa iniziativa? Alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi, a fronte dei dubbi del Cdr per la sua auto assegnazione dell'incarico di telecronista, Petrecca ha risposto 'io ci metto sempre la faccia'. Sarebbe ora di farlo fino in fondo".
Durante la diretta, le gaffes e i momenti imbarazzanti sono stati infatti tanti, decisamente troppi.
L'esordio con "Buonasera dallo stadio Olimpico" (peccato ci si trovasse a San Siro) non lasciava presagire a nulla di buono. E poi: l'attrice italiana Matilda De Angelis scambiata per la pop star internazionale Mariah Carey (e quando si è reso conto dell'errore le ha storpiato il nome, chiamandola "Matilde"), la Presidente del Cio Kirsty Coventry confusa con Laura Mattarella, la figlia del Presidente della Repubblica, che accompagna sempre il padre in occasione delle cerimonie ufficiali e non ha riconosciuto Simone Giannelli, capitano della nazionale italiana di pallavolo, due volte campione del mondo e uno dei giocatori più forti della storia di questo sport.
Anzi, a dirla tutta, dei sei pallavolisti impegnati come tedofori ha riconosciuto solamente Paola Egonu e, oltre a Giannelli, ha ignorato anche Carlotta Cambi e Anna Danesi (campionesse olimpiche e mondiali), Simone Anzani e Luca Porro. A tal proposito il palleggiatore di Perugia, che dell'Italvolley è capitano, ha scritto sui social: "Grazie ai telecronisti, solo Paola Egonu è famosa", stemperando poi la tensione e aggiungendo "Ma non prendiamocela... è stato bello lo stesso".
Ma non solo, perché il direttore di RaiSport si anche cimentato in battute del tipo "Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera" mentre andavano in scena le rappresentazioni dei tre immensi compositori italiani.
Luoghi comuni a profusione, invece, durante la sfilata delle delegazioni. Dai brasiliani "che hanno la musica nel sangue", agli arabi "che ci hanno abituato a vestiti del genere", senza dimenticare i riti voodoo degli africani e l'essere "calienti" degli spagnoli. Arriva poi il Kazakistan che "ha solo quattro atleti, sette dei quali nello sci di fondo". Qualcosa non quadra o, per essere più in linea con la confusione che regnava, "qualquadra non cosa".
Senza dimenticare che Ghali, che ha letto una poesia di Gianni Rodari, non è mai stato nominato dal conduttore durante la propria esibizione e nemmeno inquadrato in primo piano dalle telecamere. Nei giorni scorsi il rapper nato a Milano (italiano, figlio di genitori tunisini) era stato protagonista di una polemica, in quanto gli era stato vietato di parlare in arabo, considerato "di troppo".












