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| 22 aprile | 18:58

Un cane come medicina: il successo della Pet Therapy nelle residenze per anziani

In tutte le strutture ASSB arriva il progetto di Interventi Assistiti con gli Animali basato sul protocollo scientifico "One Health"

di Redazione

BOLZANO. Quando la vita viene vissuta all'interno di una casa di riposo, sono tante le iniziative che possono aiutare.

 

Aiutare cosa? Beh, a far passare le giornate. Se possibile con un sorriso.

 

E dunque, quel signore che tutti i mercoledì viene a suonare la chitarra, è ossigeno.

 

Andare in cortile e guardare le partite a bocce, è ossigeno.

 

I cori dei bambini che arrivano a Natale? Vita pura inserita tra i corridoi.

 

E la pet teraphy? La pet teraphy cambia il volto delle persone.

 

Quando anziani e meno anziani vedono entrare gli animali in RSA e scoprono che li possono anche accarezzare, tutto diventa più bello.

 

Tutti sorridono, tutti sono contenti. Magari per poco, ma lo sono.

 

Ed ecco perché puntare su questo tipo di iniziativa è sempre un successo: perché gli ospiti di quei “non luoghi” hanno bisogno di normalità e a volte, la normalità quella bella, quella che ti fa sorridere, sta nello scodinzolio di un labrador.

 

“Nelle nostre residenze per anziani si registra un’ampia partecipazione e un riscontro estremamente positivo per il progetto di pet therapy “Accudire e prendersi cura del cane per curarsi”, realizzato in collaborazione con l’associazione Vita da Cani” spiega l'Azienda Servizi Sociali di Bolzano.

 

L’iniziativa rientra negli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), un ambito che segue criteri scientifici precisi e punta al benessere totale della persona.

 

Il progetto segue rigorosamente le linee guida del Centro di Referenza Nazionale e sposa la filosofia della "One Health" (Salute Unica): un principio riconosciuto a livello europeo che vede la salute degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente come un unico ecosistema legato a doppio filo.

 

In quest'ottica, esperti di settori diversi lavorano insieme per garantire che ogni incontro sia efficace e rispettoso delle esigenze di tutti, sia degli ospiti che degli amici a quattro zampe.

 

Il cuore pulsante di questo lavoro è l’équipe multidisciplinare.

 

Come spiega ASSB, il progetto integra competenze sanitarie, educative e relazionali per mettere al centro la qualità dello scambio tra anziano e animale.

 

Non si guarda solo al beneficio umano: un monitoraggio costante assicura che anche i cani coinvolti vivano l'esperienza con serenità, poiché sono considerati parte attiva e sensibile dell'intervento, e non semplici strumenti terapeutici.

 

In questo scenario, il cane diventa un vero e proprio "facilitatore": un elemento capace di modificare l'ambiente circostante, stimolare la capacità di adattamento, risvegliare ricordi sopiti e aiutare le emozioni a venire a galla.

 

Il contatto con l'animale attiva benefici che toccano la sfera psicologica, fisica e sociale.

 

Si lavora su meccanismi profondi come il rafforzamento del legame affettivo, la stimolazione della memoria e del movimento, oltre al miglioramento della comunicazione verbale e non verbale.

 

L'obiettivo finale è abbattere il senso di isolamento, offrendo un'occasione per sentirsi ancora parte viva di una comunità.

 

Un valore aggiunto del progetto riguarda il coinvolgimento delle famiglie.

 

Attraverso l'interazione con l'animale, si apre spesso un dialogo più profondo tra ospiti e parenti, permettendo a questi ultimi di scoprire nuove sfumature emotive dei propri cari e superare quelle barriere di distanza che il percorso assistenziale a volte crea.

 

I laboratori si svolgono ogni settimana in tutte le residenze gestite da ASSB e sono cuciti su misura in base alle capacità di ogni partecipante.

 

Lo scopo è stimolare le abilità residue e affiancare le terapie classiche, portando i benefici di questa relazione speciale nella vita di ogni giorno.

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