“Voi custodi della verticalità, qui sperimentate la storia”. Dalla Civetta al Giurassico: nel documentario Dolomitismo, l'alpinismo raccontato con la geologia
Esce “Dolomitismo. Racconti verticali”, la docuserie sull’alpinismo nelle Dolomiti prodotta dalla Fondazione Dolomiti Unesco. A raccontare uno sguardo diverso sulla via Aste, lungo la parete nord della Civetta, è il geologo Emiliano Oddone

BELLUNO. “Oltre che testimoni della gravità sarete testimoni del tempo profondo. L’emozione e la gioia ricavate da questa conquista introducono alla continuità di vita: dopo l’estinzione, forme nuove iniziano ad abitare le nicchie ecologiche liberate dopo la crisi, si esprimono nuove specie e nuovi equilibri, in una sorta di magica ripresa della vita. Ma a voi, attraversatori di stratigrafie, ora non resta che scendere e Tornar a Baita”.
Si preannuncia suggestivo il racconto dell’alpinismo tra le Dolomiti realizzato con la docuserie “Dolomitismo. Racconti verticali”, ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Con queste parole, infatti, il geologo bellunese Emiliano Oddone introduce sui social la puntata dedicata alla “parete dei sogni”, la Civetta, risalita attraverso la via Aste Susatti.
Si tratta di un modo diverso di guardare alla pratica sportiva in montagna. Il titolo della serie richiama infatti la pratica alpinistica, riconosciuta patrimonio culturale immateriale nel 2019, tra le Dolomiti patrimonio mondiale. “Gli alpinisti sono stati i primi a desiderare di toccarle, sentirle, poggiarvi i piedi, distendervi dita, mani, gambe, viverle nell’intimo. Ripercorrere alcune delle loro storie - scrive la Fondazione - offre l’opportunità di uno sguardo nuovo sulla meraviglia paesaggistica del Patrimonio mondiale e sulla pratica alpinistica in Dolomiti (il dolomitismo, appunto)”.
I nove episodi ripercorrono alcune ascensioni nei nove sistemi dolomitici, con Luca Vallata e alpinisti ospiti che di volta in volta si legano in cordata con lui. Nel frattempo, Oddone racconta il passato attraverso l’origine geologica delle rocce. “Cari figli della roccia e frequentatori del limite - afferma - attraverso la via Aste sulla parete nord della Civetta, dalla base vi arrampicate partendo da un tratto ‘appoggiato’, fatto di banchi di dolomia, ripetuti ciclicamente. Continuando ad arrampicare, le cose cambiano e salendo si abbandona il piano roccioso ‘appoggiato’ per passare a una più schietta verticalità. Anche il colore della roccia cambia, come la sua consistenza quando si cerca la presa con la mano”.
Nelle parole di Oddone, la progressione verso l’alto diventa quindi un cammino tra strati di roccia e cambiamenti le cui cause sono storiche, risalenti al passaggio fra Triassico e Giurassico quando il paleo-paesaggio del mare dolomitico mutò radicalmente. “Voi, custodi della verticalità - nota - qui sperimentate l’attraversamento di una soglia geologica che porta dalla superficie all’abisso, e non dalla base alla cima! Soglia strutturata nei milioni di anni con la risultanza di uno spessore di rocce, attraversabile con progressione alpinistica in una manciata di ore”.
Salire sulla Civetta è quindi un passare dal prima al dopo, attraversare in poche ore intere ere geologiche, vivendo “gli scenari precedenti, contemporanei e successivi a un’estinzione di massa sulle cui cause regnano ancora molti dubbi”. A prevalere tra gli scienziati è l’ipotesi di un cambiamento climatico, che condizionò gli equilibri oceanici portando alla scomparsa di organismi marini, rettili e anfibi.
Arrampicando in Civetta, oggi, l’alpinista può ripercorrere queste trasformazioni storiche. Non solo pratica sportiva, dunque, ma il passato più remoto che si può letteralmente toccare con mano. “Là dove si registra un così grosso mutamento innescato da processi geologici e una conseguente crisi biologica - conclude - anche le rocce cambiano e si segna un prima, separato da un dopo. È proprio dove si possono osservare cambiamenti di questa portata che normalmente i geologi segnano il tempo, uscendo da un periodo geologico specifico ed entrando in un altro”.












