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Alla Vela un nuovo centro per ospitare richiedenti asilo. Franzoia: "Sui profughi Trento si sta facendo carico più del dovuto"

L'assessora alle Politiche sociali: "I numeri stanno diventando importanti, anche altri Comuni dovrebbero farsi carico di questo fenomeno". Zeni: "Poche decine per alleggerire la Residenza Fersina, poi ci muoveremo sulle valli"

Di Donatello Baldo - 03 maggio 2017 - 20:49

TRENTO. "Ci stiamo facendo carico di questa situazione più del dovuto". Le parole dell'assessora alle Politiche sociali Maria Chiara Franzoia sono queste a proposito della notizia che alla Vela sorgerà un nuovo centro per l'ospitalità di richiedenti asilo. Parole che lasciano trasparire un certo disagio di fronte al numero di presenze di profughi in città.


La decisione è stata comunicata all'amministrazione in queste ore, anche se da tempo la Provincia stava valutando la possiilità di inserire proprio nell'ex studentato universitario un numero di profughi sufficiente a riempire gli appartamenti della struttura.

 

I numeri sono ancora incerti, ma si tratterebbe comunque di ragazzi giovani, tutti di sesso maschile. "Questo per alleggerire le presenze alla residenza Fersina, si tratta di quelche decina di persone - spiega Luca Zeni - ma poi ci muoveremo sulle valli per alleggerire tutta la città di Trento, per una questione di equità"

 

Sull'impegno di Zeni di intervenire anche su altre realtà periferiche l'assessora Franzoia concorda, "perchè devono contribuire tutti nella gestione di questo fenomeno, e sono contenta che l'assessore Zeni abbia deciso di imporre strutture per l'accoglienza anche nei comuni e nelle valli che non si sono messe a disposizione fino ad ora".

 

Trento conta più di seicento richiedenti asilo, e rispetto al quoziente di numero di richiedenti asilo per numero di abtanti è oltre il 150%. "Rimaniamo come sempre collaborativi - afferma Franzoia - ma i numeri iniziano a diventare importanti".

 

La collaborazione, quel "dovere istituzionale" di ci parla Luca Zeni, è in carico a Trento in modo sproporzionato rispetto ad altre realtà: se si esclude Rovereto, dove a Marco c'è il secondo hub della Provincia, sono pochi i comuni che raggiungono il 100% dell'ospitalità, sono molti invece quelli che non ospitano nessuno.

 

"Strutture con numeri elevati di richiedenti asilo - spiega Franzoia - non sono favorevoli all'integrazione. La politica dell'accoglienza diffusa, oltre che garantire una condivisione del carico più equa, permetterebbe anche la possibilità di maggiori relazioni con la popolazione, un lavoro miglire per le associazioni e i volontari che lavorano per l'inserimento dei richiedenti asilo nel tessuto sociale".

 

Volontari e associazioni, ma anche privati cittadini che sono presenti anche a Trento: "Abbiamo altre realtà di appartamenti in città abitati da richiedenti asilo - ammette l'assessora alle Politiche sociali - e l'apporto delle parrocchie e dell'associazionismo è encomiabile, importantissimo. Ci sono ottimi esempi di accoglienza".

 

Ma ora la patata bollente è ora quella della Vela. Lì, proprio nell'ex studentato affittato dall'Opera universitaria, di prorpietà di un privato, sorgerà un nuovo nucleo di ospitalità. Una notizia, dicevamo, di qualche giorni fa, comunicata all'amministrazione da poco.

 

"Abbiamo condiviso le informazioni che abbiamo in maggiornaza - spiega Franzoia - abbiamo avvisato il presidente della Circoscrizione e nei prossimi giorni faremo quel lavoro essenziale e imprescindibile, quello del coinvolgimento della popolazione".

 

"Perchè è soltanto con la conoscenza che si superano le paure - spiega Franzoia - è importante parlarne in modo chiaro senza che questo sia strumentalizzato politicamente".

 

La decisone non è del Comune, non è una scelta che dipende dalla Giunta. "E' la scelta di un privato - spiega - ma tocca a noi gestire questa fase di conoscenza e di condivisione con le realtà del luogo".

 

E' una scelta della Provincia, che forse ha sollecitato questa 'messa a disposizione' della struttura della Vela. Ma come diceva ieri l'assessore Luca Zeni a ilDolomiti.it, non ci si può sottrarre dal dovere della gestione dello 0,9% degli arrivi sul suolo nazionale.

 

"Ma se tutti avessero fatto la loro parte - spiegava Zeni - non saremmo in queste condizioni", senza pesare ancora su quei Comuni che fino ad ora hanno fatto tanto, molto ma molto più di tutti gli altri.


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