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Infortuni sul lavoro, in Trentino tornano ad aumentare

Nei primi sette mesi dell'anno ci sono stati 4 infortuni mortali. Anmil: "I dipendenti siano promotori della sicurezza avvisando se qualcosa non va"

Di G.Fin - 09 ottobre 2016 - 12:31

Tornano a crescere gli infortuni sul lavoro in Trentino. A dirlo sono i dati che questa mattina l'Anmil, l'Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, ha illustrato in occasione della 66^ Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro che si sta celebrando su tutto il territorio nazionale e che a Trento ha visto la partecipazioni di diverse istituzioni .

 

A preoccupare, soprattutto, è la situazione che è stata registrata nei primi sette mesi del 2016 che vede in Trentino una inversione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo i dati illustrati dall'Anmil, infatti, in questa prima metà dell'anno abbiamo avuto 4.934 denunce di infortunio (4.848 nel 2015) con un aumento dell'1,77%. In sette mesi ci sono poi stati 4 infortuni mortali (7 nel 2015) e le malattie professionali denunciate sono state 274 con un incremento del 31,73% rispetto al 2015 dove il dato era di 208.

I dati si riferiscono al periodo gennaio-luglio con un raffronto tra il 2016- 2015
I dati si riferiscono al periodo gennaio - luglio con raffronto 2016 - 2015

 

“Appare evidente – ha affermato Bruno Endrizzi, presidente di Anmil del Trentino – che il calo dell'occupazione che si è verificato negli anni della crisi ha avuto un ruolo significativo nella diminuzione del numero di incidenti mentre all'attuale aumento di occupati sembra corrispondere un maggior numero di infortuni”.

 

Ad essere ricordati sono stati anche i numeri dell'intero anno 2015, forniti dall'Inail, che vedono un decremento delle denunce di infortunio che da 9.235 nel 2014 sono passate a 8.466 nel 2015. Drammatici i numeri degli infortuni mortali denunciati, che se nel 2014 erano 6 nel 2015 sono più che raddoppiati arrivando a 13. In leggero calo, invece, sono state le malattie professionali che da 422 nel 2014 sono passate a 363.

 

Se in passato il settore con il maggior numero di infortuni denunciati era quello dell'edilizia, ora è il settore dell'Agricoltura a registrare i record di infortuni, 804 nel 2015. Nelle costruzioni sono stati 467 mentre nel settore gli alberghi e ristorazione 372. Gli infortuni, invece, nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli sono stati 338.

Dati del 2015
Dati anno 2015

 

“Oggi – ha spiegato il presidente – occorre moltiplicare gli sforzi per diffondere ovunque quella cultura della sicurezza che da sempre andiamo predicando e che si può raggiungere con un'opera continua di informazione, formazione e sensibilizzazione”. A tal proposito viene evidenziato dall'Anmil che nella relazione annuale Inail per il 2015 è risultato che ben l'87,4% delle aziende ispezionate dall'istituto sono risultati irregolari. Interessante rilevare che il 93% degli infortuni avviene in aziende di piccole dimensioni, che hanno difficoltà a mantenere in attività il lavoratore infortunato o ad adibirlo a mansione differente.

 

“Oggi – ha spiegato Endrizzi – si sente forte la necessità che gli stessi dipendenti siano promotori della sicurezza avvisando se qualcosa non va. Questo però purtroppo avviene ancora poco perchè c'è paura”.

 

Sempre nel proprio intervento, il presidente dell'Anmil Trento Bruno Endrizzi, ha ricordato gli obiettivi che l'associazione ha raggiunto nell'arco dell'ultimo anno a partire dall'introduzione a decorrere dal 2016 di un meccanismo di rivalutazione automatica del danno biologico dopo una battaglia durata 15 anni, alla riforma Isee. In merito invece alla futura legge di stabilità che sarà elaborata dalla Provincia tra poche settimana l'intenzione dell'associazione è quella di riproporre alcune delle sue battaglie a partire dal sistema degli indennizzi: l'abolizione del divieto di cumulo tra prestazione Inps e Inail relative allo stesso evento invalidante all'abbassamento del grado di menomazione indennizzabile in rendita dall'attuale 16% all'11%.

 

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