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Carri armati al Brennero, le reazioni della politica. Rossi: "Solo campagna elettorale", Fraccaro: "Accordi di Dublino votati da Pd, Lega e FdI"

La decisione dell'Austria di schierare al confine quattro carri armati e 750 militari per presidiare il Brennero contro il flusso di profughi provenienti dall'Italia ha creato un incidente diplomatico su scala europea e nazionale. Ma anche il Trentino Alto-Adige ha vissuto questa giornata di schermaglie con preoccupazione

Di db - 04 luglio 2017 - 19:45

TRENTO. La decisione dell'Austria di schierare al confine quattro carri armati e 750 militari per presidiare il Brennero contro il flusso di profughi provenienti dall'Italia ha creato un incidente diplomatico su scala europea e nazionale. Ma anche il Trentino Alto-Adige ha vissuto questa giornata di schermaglie con preoccupazione.

 

Ugo Rossi nel pomeriggio ha ritwittato il suo omologo altoatesino Arno Kompatcher che invitava alla calma, dicendo che tutto questo sferragliar di carri armati è dovuto al clima elettorale austriaco. Posizione condivisa dal presidente della giunta trentina che a sua volta cerca di spegnere un po' l'incendio.

 

Incendio che però nei canali della diplomazia è stato preso molto sul serio: la Farnesina ha convocato urgentemente l'ambasciatore austriaco per chiarimenti, cosa inusuale, una mossa significativa.

 

Rossi, come dicevamo, spegne l'incendio. “Io starei tranquillo, queste prove di forza credo siano legate a un momento elettorale che l'Austria sta vivendo. E in campagna elettorale i temi che riguardano la sicurezza sono facilmente utilizzabili e spesso strumentalizzabili. Il punto è un altro, a prete i carri armati: ci sono paesi che non hanno fatto la loro parte e altri che non hanno fatto nulla”.

 

“Anche l'Austria - spiega Rossi - forse farebbe meglio a prendersela con questi Stati e far notare loro che tutti hanno l'obbligo di collocare all'interno dei propri confini una quota di richiedenti asilo. Non dimentichiamo che ci sono Paesi che hanno accolto tanto, e tra questi oltre l'Italia c'è anche l'Austria, anche la Germania. Ma ce ne sono altri, specie ad Est, che invece hanno chiuso i loro confini. Paesi che quando dovevano emergere economicamente l'Europa, e quindi anche noi, non ha indugiato negli aiuti”.

 

Che l'Italia debba fare la sua parte non c'è dubbio – ammette Rossi – ad esempio con una più celere definizione dello status dei richiedenti che spesso attendono anni prima che la commissione si esprima sull'accoglimento o sul rigetto della loro richiesta di asilo. Ma in questo momento quello che più risalta è la mancata solidarietà dell'Europa nei confronti di chi accoglie, la mancata volontà di farsi carico in modo comune della situazione, scaricando sull'Italia il problema”.

 

“Ecco – conclude Rossi – prima di schierare l'esercito, l'Austria dovrebbe unirsi a coloro che chiedono a tutta l'Europa di farsi carico del problema”. E l'appello all'Europa viene anche da altri esponenti politici, come la consigliera Lucia Maestri che su Facebook scrive così:

 

"Nel febbraio 2016, in moltissimi trentini e altoatesini siamo saliti al Brennero che vogliamo ponte tra culture diverse, simbolo della casa comune europea. Oggi, alla luce della pesante presa di posizione dell'Austria, e all'assenza totale degli stati europei, questo manifesto è più che mai vivo”. E pubblica la foto della locandina dell'iniziativa dell'anno scorso.


“No carri armati al Brennero – conclude la consigliera - sì ad un'assunzione di responsabilità dell'Europa, il suo 'banco di prova', forse l'ultimo”, conclude la consigliera.

 

Franco Panizza, senatore e segretario del Patt, scrive questo sul suo Blog su ilDolomiti: “750 militari austriaci al Brennero se non si arresterà il flusso dei migranti proveniente dall’Italia. E, intanto, solo una manciata di deputati all’Europarlamento per ascoltare le parole di Juncker sulla trattativa con l’Italia, plastica rappresentazione del disinteresse per la situazione del nostro Paese e della crisi migratoria. Insomma - osserva Panizza -  se ieri qualcosa era sembrato muoversi per andare incontro alle necessità dell’Italia, stamattina appare già insufficiente e inadatto”.

 

E sullo stesso tema anche il deputato grillino Riccardo Fraccaro dice la sua: “Già due anni fa, con una visita ispettiva sui luoghi di transito dei migranti nel territorio di Bolzano, avevo lanciato l’allarme sul rischio che Vienna decidesse di bloccare il flusso senza alcun preavviso. Ora sta accadendo esattamente ciò che era prevedibile con un minimo di analisi del fenomeno e di lungimiranza politica: l’Austria minaccia di schierare l’esercito al Brennero per militarizzare la frontiera con l’Italia”.

 

Si tratta – secondo Fraccaro - di un luogo che ha anche un enorme valore simbolico e storico. Nonostante fosse ben noto questo pericolo, la politica ha preferito continuare a gestire il fenomeno dei flussi migratori che sempre più spesso si trasforma in un business".

 

"Così il nostro Paese si fa trovare impreparato di fronte al blocco delle frontiere, che è espressamente previsto dall’intesa bilaterale con Vienna: le forze dell’ordine austriache possono intensificare le maglie dei controlli e fermare il flusso con un atto unilaterale”.

"È evidente - spiega Fraccaro - la necessità di un approccio sistemico alla questione, che deve passare necessariamente dalla revisione degli accordi di Dublino. Il dato più preoccupante è che l’Italia non ha più voce in capitolo in Ue: quando chiediamo di rivedere i trattati che prevedono l’obbligo di gestire tutti i migranti che sbarcano sulle nostre coste, ci sentiamo rispondere che li abbiamo votati noi”.
 

Quindi di cosa ci lamentiamo – si chiede Fraccaro – se Lega, Fratelli d’Italia e Pd hanno votato gli accordi di Dublino, sono loro ad aver voluto tutte le norme capestro come il fiscal compact che ora ci mettono in ginocchio. Ecco perché non fanno altro che fallire in Ue, non hanno forza né credibilità. Non possono alzare la testa gli stessi partiti che l'hanno sempre chinata".

 

La Lega, attraverso il suo segretario Maurizio Fugatti, afferma invece che “ormai l'Italia è lo zimbello dell'Europa in tema di migranti. La incapacità del governo italiano di gestire il fenomeno degli sbarchi riporta al Brennero l'esercito austriaco, come non lo si vedeva dai momenti più bui dei rapporti tra stati europei".

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