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Da Trento partivano i rifornimenti e a Rimini veniva venduta la droga, i carabinieri sgominano banda di spacciatori

I militari dell'Arma delle due città hanno, dopo quasi un anno di indagini, bloccato tre uomini. Per loro è scattata la custodia cautelare in carcere. Nel corso dei due arresti di Trento, sono stati rinvenuti e sequestrati: 50 grammi di hashish, 1 di marijuana, 2.590 euro, 8 telefoni cellulari con relative schede, la documentazione attestante la cessione di stupefacenti e dei crediti pendenti con gli acquirenti

Pubblicato il - 26 ottobre 2016 - 17:41

RIMINI. Trento come base operativa e Rimini come piazza di spaccio. Questa mattina i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Rimini, in collaborazione con i colleghi del reparto operativo e della compagnia carabinieri di Trento hanno dato esecuzione a 3 ordinanze di applicazione di misure cautelari nei confronti di tre persone, ritenute responsabili, in concorso fra loro, del reato di spaccio continuato di sostanze stupefacenti, prevalentemente hashish, e cocaina e marijuana. Per i tre (Federico Patrizio, originario di Napoli, già ristretto per altra causa presso la casa circondariale di Rimini, pluripregiudicato, Fernanda Troccoli, di Bari e Adriano Bertini, originario di Rovereto) è scattata la custodia cautelare in carcere.

 

L’articolata manovra investigativa, avviata nell’ottobre 2015 e conclusasi due mesi fa, ad agosto, ha permesso di documentare, mediante attività di captazione audio-video e servizi dinamici, l’operatività di un sodalizio criminoso con interessi nella provincie di Rimini, Trento e Pesaro, dedito prevalentemente allo spaccio di sostanze stupefacenti. In tale contesto emergeva la figura di Federico Patrizio, pluripregiudicato per reati di stupefacenti, il quale deteneva il controllo di una importante filiera di acquirenti, rifornendosi da canali esteri e nazionali, in particolare da Trento. L’uomo infatti si avvaleva della collaborazione di Fernanda Troccoli e Adriano Bertini per far giungere alcuni ordinativi di stupefacenti dal capoluogo trentino, per poi rivenderlo principalmente sulla piazza riminese e quella pesarese. Spesso è volentieri anche nei confronti di minorenni e nei pressi dei centri di recupero per tossicodipendenti. In un frangente Federico Patrizio è stato colto mentre minacciava di morte, millantando il possesso di una pistola, alcuni clienti in debito per l’acquisto di alcune dosi di droga.

 

Nel corso dell’attività d’indagine e riscontro, a seguito dell’arresto, in flagranza di reato, di quest'ultimo da parte del personale della locale questura, in accordo con il sostituto procuratore presso la locale procura della Repubblica Marino Cerioni e coordinatore delle attività investigative, al fine di preservare la segretezza dell’indagine tecnica in corso, si procedeva a far recuperare a quell’organo di polizia 4.380,2 grammi di sostanza stupefacente di tipo marijuana, 4.839,5 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish e 232,6 grammi di sostanza stupefacente di tipo cocaina, che il Federico custodiva all’interno di un garage già messo sotto controllo dai detective dell’Arma.

 

Parallelamente si procedeva altresì a recuperare e sequestrare la somma di 56.600 euro in contanti custoditi in una borsetta affidata da Federico a terza persona ignara del contenuto. Nel corso della fase esecutiva dei provvedimenti, presso l’abitazione dei due arrestati a Trento, sono stati rinvenuti e sequestrati: 50 grammi di hashish; 1 di marijuana, un involucro contenente semi di canapa indiana, 2.590 euro, 8 telefoni cellulari con relative schede, la documentazione attestante la cessione di stupefacenti e dei crediti pendenti con gli acquirenti

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