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Dalla Provincia 4,5 milioni di euro per l'accoglienza di persone in difficoltà. Ecco tutti i numeri

Per affrontare l'emergenza freddo messi in campo 202 posti come lo scorso anno. Zeni "Dietro a questi numeri ci sono persone in situazioni difficili ed è dovere di una comunità intervenire in maniera efficace"

Di Giuseppe Fin - 14 novembre 2016 - 15:53

TRENTO. Arriva l'inverno e allora ecco pronti i posti per affrontare l'emergenza freddo, messi in campo dalla Provincia di Trento, i Comuni di Trento e Rovereto e alcune realtà di volontariato presenti sul territorio, che si assestano anche quest'anno su 202 unità.

 

Per quanto riguarda la “Pronta accoglienza”, chiamata in questo modo perché offre soluzioni immediate ai bisogni urgenti di alloggio, vitto e tutela, accanto ai 105 posti presenti a livello annuale, se ne aggiungono altri 97. Si tratta in particolare di 12 posti destinati a donne, gestiti attraverso il contributo di associazioni di volontariato, e 85 per uomini, di cui 43 gestiti sempre dalle associazioni.

A questi si sommano poi i posti di progettualità che sono 118 e che vedono il coinvolgimento anche di utenti “esperti” che hanno vissuto sulla propria pelle le problematiche legate alla marginalità e che ora cercano di aiutare  altri a percorrere la via d'uscita. Ci sono poi 260 appartamenti semi protetti o alloggi in autonomia, destinati a diverse tipologie di utenti che stanno lasciando, o cerca di prevenire, una situazione di emarginazione. “A livello provinciale – spiega l'assessore provinciale Luca Zeni – questo tipo di accoglienza è organizzata in due modi. Abbiamo l'accoglienza di bassa soglia con accesso diretto con segnalazioni da parte dei servizi sociali o tramite lo sportello unico e poi c'è l'accoglienza con la progettualità che prevede dei percorsi di inclusione sociale”.

 

Uno dei canali per raccogliere le richieste di aiuto rimane anche quest'anno, quindi, lo sportello unico dove ad oggi sono in attesa di avere una qualche genere di risposta circa 40 persone. “Le strutture della Provincia e del Comune - afferma Zeni - sono costantemente in contatto con tutte le realtà che lavorano sul territorio e cercano di tenere monitorata la situazione. Dobbiamo però considerare che siamo in presenza di persone molto mobili che si spostano sul territorio e l'offerta provoca anche un po' di domande da altre realtà. Abbiamo valutato che 202 posti sia il numero congruo per affrontare l'inverno”.

 

Per i servizi di accoglienza in “bassa soglia”, si spendono circa 1,2 milioni di euro (tra enti del terzo settore e volontariato), a questi si aggiungono 1,7 milioni di euro per i posti in “progettualità”. Per la mensa e il centro diurno presso il Punto d’incontro, la Provincia interviene con un finanziamento di 550 mila euro. Per la parte relativa agli appartamenti, gestiti da diversi soggetti che operano con diverse competenze nell’ambito dell’emarginazione sociale si stima una spesa di un altro milione di euro. Complessivamente nell’ambito dell’accoglienza di persone in difficoltà vengono spesi circa 4,5 milioni di euro, ai quali si aggiungono iniziative locali nelle Comunità di Valle.

 

Anche quest'anno il piano emergenza freddo è stato organizzato attraverso la sinergia tra il Comune di Trento e quello di Rovereto. “E' un'importante sinergia – ha spiegato l'assessore comunale Mariachiara Franzoia – che da anni stiamo portando avanti con un investimento di risorse umane ed economiche che cerchiamo di mettere in rete tutto l'anno. L'obiettivo è puntare sempre di più sulla progettazione per arrivare ad una inclusione sociale il più possibile completa delle persone. In tutto questo la ricchezza del volontariato è imprescindibile”.

 

Sembra essere sotto controllo, infine, la gestione dei richiedenti asilo che arrivano per via terra e che si trovano senza aiuto sul territorio. “E' un tema che è stato molto sentito in Alto Adige – ha spiegato Luca Zeni – e che riguarda quelle persone che arrivano e che si trovano fuori dai progetti di accoglienza. Noi stiamo cercando di tenere monitorata la situazione. Al momento in Trentino sono circa 40 i soggetti riconducibili a questa situazione e stiamo cercando di gestirli con soluzioni ad hoc muovendoci con le autorità statali”.

 

Per quanto riguarda il progetto di accoglienza in Trentino e la ricerca di alloggi per i richiedenti protezione internazionale, l'assessore provinciale Luca Zeni spiega che “la situazione nelle ultime settimane è stabile. Nella stagione fredda gli sbarchi calano per poi salire in primavera. Al momento circa 50 appartamenti sono al vaglio dei tecnici”.

 

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