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Dovevano realizzare un pozzo, un allevamento di polli e un internet point in Africa con soldi pubblici: condannati

La Corte dei conti ha condannato i responsabili delle associazioni "Ebe" e "Usia" al risarcimento alla Provincia di quanto ricevuto come contributo. In Guinea e in Costa d'Avorio, infatti, gli ispettori non hanno trovato quanto si sarebbe dovuto costruire. Tomas Cabral era già stato condannato al risarcimento di 110 mila euro per una scuola mai realizzata

Di Luca Pianesi - 04 novembre 2016 - 10:30

TRENTO. Dovevano costruire un allevamento per polli in Costa d'Avorio (contributo versato dalla Provincia 17.500,06 euro), un pozzo in Guinea Bissau (contributo 14.628 euro) e un internet point (altri 14.886,24 euro). Alla fine quando gli ispettori della Provincia sono andati a verificare sul posto non hanno trovato niente di tutto ciò. Ieri la condanna per danno erariale della Corte dei Conti per i legali rappresentanti delle onlus che si sarebbero dovute occupare delle opere: Tomas Cabral (nato in Guinea Bissau ma all'epoca dei fatti, intorno al 2009, residente a Trento) e la sua associazione Ebe dovrà risarcire la Provincia con 14.886 euro per l'internet point e 14.628 per il pozzo fantasma e Dohouci Lydie France Assovie (della Costa d'avorio ma residente a Trento) e l'associazione Usia al pagamento di 17.500 euro per l'allevamento di polli. 

 

La Ebe, in particolare, di Tomas Cabral era già stata condannata dai giudici della Corte dei Conti a risarcire la Provincia con 110.944 euro per un altro progetto da portare a termine, sempre in Guinea Bissau, il "progetto per una scuola nel villaggio di Bambadinca di Prabis" lo stesso luogo dove avrebbe dovuto realizzare anche l'internet point. La scuola avrebbe dovuto ospitare 420 bambini e sarebbe dovuta essere dotata di tutti i servizi (si veda la planimetria sotto): costo complessivo dell'opera 170.462 euro, contributo elargito dalla Provincia 110.944 euro. E c'era stato anche la richiesta di realizzazione di un muro di recinzione perché si leggeva nel bando "la popolazione è aumentata e con essa il traffico e la circolazione di veicoli e persone" (altri potenziali 21mila euro di costo stimato. Si legga la descrizione sul sito della Cooperazione con tanto di "REVOCATO"). 

 


 

La denuncia, sia nel caso della scuola che del pozzo, dell'internet point e dell'allevamento di polli, è stata mossa direttamente dalla Provincia che dopo aver inviato, nel 2013, in Africa una vista ispettiva si era resa conto che la scuola c'era ma era inattiva, vecchia e di proprietà dello Stato (nulla a che vedere con il progetto previsto) il pozzo esisteva ma era non funzionante e anche quello non realizzato recentemente. L'internet point, poi, sembra sia stato "acceso" solo per un giorno e che, comunque, non sia mai stato dotato di tutto il materiale (computer, stampanti, materiale didattico e informatico) richiesto dal Cabral alla Provincia. Stesso discorso per l'allevamento avicolo in Costa d'Avorio. L'associazione Usia si era impegnata a costruire ad Anno una struttura di allevamento. Struttura, anche in questo caso, mai trovata dagli ispettori della Provincia.

 

 

 

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