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Furti in A22, inibivano la chiusura delle auto con un "jammer" e poi le "ripulivano". Arrestati i responsabili

Sono stati arrestati Raffaele Gentili e Massimilano Puggillo, entrambi campani e pluripregiudicati. Riuscivano ad evitare la chiusura elettrica delle auto nelle aree di servizio autostradali con un inibitore di frequenze per poi rubare portafogli,cellulari e computer

Di Cinzia Patruno - 20 settembre 2017 - 19:08

TRENTO. Rubavano dalle autovetture in sosta nelle aree di servizio dell'A22 senza alcun segno di effrazione. Sono stati arrestati Raffaele Gentili e Massimilano Puggillo, entrambi campani e pluripregiudicati. Riuscivano ad evitare la chiusura elettrica delle auto nelle aree di servizio autostradali con un inibitore di frequenze per poi rubare portafogli,cellulari e computer.

 

Un'operazione iniziata oltre un anno fa e che ha coinvolto la Polizia stradale a livello nazionale. Il primo furto risale all'aprile 2016 all'area di servizio Adige Ovest, di competenza della Procura di Verona. La vittima del furto aveva denunciato l'accaduto, sottolineando che la vettura non mostrava alcun segno di scasso. Episodi analoghi si sono verificati nei mesi seguenti sulla tratta autostradale A22 del Brennero, nonché nell'area di competenza della sottosezione autostradale della Polizia di Trento, ovvero Paganella e Nogaredo Est e Ovest.

 

Dalla prima denuncia, la sottosezione autostradale della Polizia di Trento ha dato il via a indagini accurate, attraverso la visione dei filmati delle telecamere poste nelle aree di servizio e appostamenti. "Le immagini – spiega il comandante della sottosezione della Polizia stradale di Trento Pasquale Borgomeo - hanno evidenziato la presenza di due autovetture Lancia Delta in tutti i casi di furto. In seguito ad un controllo alla banca dati della Polizia, è emerso che gli intestatari dei mezzi fossero due prestanome fittizi".

L'attività investigativa ha permesso di risalire a Raffaele Gentili e Massimiliano Puggillo, entrambi con precedenti penali e con nessun legame professionale o affettivo con il Trentino. I due soggetti agivano su automobili e camper al momento della sosta nelle aree di servizio autostradali. Al momento della chiusura delle porte tramite telecomando, i due soggetti utilizzavano un inibitore di frequenze chiamato "jammer", posizionato e ben occultato nella parte sinistra del cruscotto delle Lancia Delta, che impediva la regolare chiusura delle portiere tramite telecomando. Si tratta di un'apparecchiatura elettronica acquistabile online a 700 euro. Si attivavano i lampeggianti dell'auto, che segnalavano una chiusura che di fatto non era avvenuta, e il proprietario credeva così di aver chiuso il proprio mezzo. In questo modo potevano agire indisturbati, senza il rischio di allarmi e senza danni visibili sulle vetture.

Le indagini hanno iniziato a produrre risultati tangibili quando, nel maggio di quest'anno, è avvenuto un furto analogo nell'area di servizio di Nogaredo Est. In particolare, era stato rubato un bancomat, poi utilizzato da Massimiliano Puggillo per un prelievo a Rovereto. La procura della Repubblica di Rovereto ha emesso un decreto di sequestro probatorio a carico delle due Lancia Delta. L'unità di Trento ha proseguito le ricerche a Napoli, scoprendo che una delle due Lancia Delta era stata venduta ad un ignaro acquirente. L'ispezione svolta con il supporto di personale specializzato ha permesso di scoprire dei vani sotto i sedili dove veniva nascosta la refurtiva.

 

 

Sembra che le azioni criminali andassero addirittura oltre i confini nazionali. A inizio luglio, infatti, Raffaele Gentile era stato fermato a Bari con merce rubata proveniente dalla Grecia. Durante un controllo stradale, Gentile era stato fermato a bordo di una Fiat Idea in compagnia di un complice. La merce rubata era stata occultata all'interno dell'auto sotto i sedili, dove erano stati predisposti dei vani basculanti. Per Gentile era stata predisposta la custodia cautelare da scontare agli arresti domiciliari.

 

Il 19 luglio, l'unità della Polizia stradale di Trento si è recata nuovamente a Napoli per eseguire gli ordini di carcerazione a carico di Gentile, già ai domiciliari. E stato poi condotto nella casa circondariale di Poggioreale. Puggillo invece si è costituito la settimana scorsa alla casa circodariale di Arienzo, in provincia di Caserta, mettendo fine all'operazione.

 

"Siamo molto soddisfatti di quest'operazione – dice Borgomeo -. E' la prima volta che si riesce ad intercettare questo tipo di strumentazione, utilizzata per i furti sulle auto in sosta nelle aree di servizio dei tratti autostradali. L'operazione ha senza dubbio un grande valore per tutto il territorio nazionale per casi di questo tipo".

 

 

 

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