Oltre 43 mila lavoratori in nero tra il Trentino e l'Alto Adige: colf, badanti e ristorazione i settori più esposti
In Trentino, secondo le dati diffusi, sono stimati 21.600 lavoratori irregolari e il tasso è del 7,9%. In Alto Adige, invece, sono 21.900 il numero di occupati irregolari con un tasso del 6.9

TRENTO. Da Nord a Sud, in Italia il lavoro nero continua a rappresentare una realtà economica di dimensioni rilevanti. Secondo un’analisi dell’ufficio studi della Cgia su dati Istat riferiti al 20231 , il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’anno.
Se storicamente il fenomeno è stato associato alle regioni meridionali, oggi il lavoro sommerso è diffuso in misura preoccupante anche nel Centro-Nord.
Le situazioni più critiche si riscontrano nei servizi alla persona, dove il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8 per cento. A dirlo è un'analisi dell’Ufficio studi della Cgia su dati Istat riferiti al 2023.
In Trentino, secondo le dati diffusi, sono stimati 21.600 lavoratori irregolari e il tasso è del 7,9%. In Alto Adige, invece, sono 21.900 il numero di occupati irregolari con un tasso del 6.9. Dati che si pongono al di sotto della media italiana che è del 10%.
I NUMERI
Il valore aggiunto prodotto nel 2023 abbiamo 27,5 miliardi nel Mezzogiorno, 19,4 nel Nordovest, 16,5 nel Centro e 13,7 nel Nordest. Se misuriamo la propensione al “nero” delle regioni, vale a dire l’incidenza percentuale dell’ammontare riconducibile al valore aggiunto del lavoro irregolare sul valore aggiunto totale regionale, la quota più elevata, pari all’8,3 per cento, interessa la Calabria.

Dei 2.608.600 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 979.500 sono ubicati nel Mezzogiorno, 634.000 nel Nordovest, 572.300 nel Centro e 422.800 nel Nordest. Se calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero degli irregolari e il totale occupati per regione, la presenza più significativa si registra sempre nel Sud e, in particolare, in Calabria con il 17,9 per cento. Seguono la Campania con il 14,4 per cento e la Sicilia con il 14 per cento. Il dato medio Italia è del 10 per cento.
I SETTORI INTERESSATI
E' il settore delle attività di famiglie come datori di lavoro (colf e badanti) dove si “annida” il maggior numero di irregolari: precisamente poco più di 615.000 unità che danno luogo ad un tasso di irregolarità di questo settore pari al 48,8 per cento
Tra i comparti più interessati dal lavoro nero scorgiamo l’agricoltura che, secondo l’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della Cgia, presenta un tasso di irregolarità del 20,8 per cento (196.100 persone), le attività artistiche (attori, cantanti, spettacoli viaggianti, giochi, parchi divertimento, etc.) con il 20,3 per cento (225.300 irregolari) e alloggio e ristorazione con il 14,4 per cento (261.200).












