Boom di lavoro nero in Trentino, colpita la ristorazione, l'agricoltura e l'edilizia
Nei primi dieci mesi di quest'anno è stato rilevato un aumento di quasi il 140% di lavoro nero rispetto allo stesso periodo del 2017. Nell'ultima operazione della Guardia di Finanza sono 10 i comuni interessati

TRENTO. E' boom di lavoro nero in Trentino con un aumento rispetto allo scorso anno di quasi il 140%. I dati che arrivano dai controlli portati avanti dalla Guardia di Finanza mostrano chiaramente la situazione: in provincia di Trento i lavoratori in nero nei primi 10 mesi del 2017 erano stati 76 che sono aumentati a 181 nei primi 10 mesi del 2018.
A confermare questa situazione sono anche le operazioni svolte dalla Guardia di Finanza di Trento che, durante i controlli nelle aziende, ha più volte incontrato lavoratori costretti a lavorare in maniera irregolare. Da ultimo l'operazione che ha visto coinvolte una quarantina di aziende a livello regionale che facevano lavorare in nero o comunque in maniera irregolare, decine e decine di braccianti nel raccogliere l'uva e le mele.
Se da un lato c'è un aumento del nero a calare, in questi dieci mesi rispetto al 2017, sono i lavoratori irregolari. Siamo passati, infatti da 93 nel 2017 ai 50 di quest'anno con un calo che si aggira attorno al 46%.
Lavoro nero che, nella maggior parte dei casi, è legato con intermediari abusivi che si rivolgono alle aziende agricole vendendo la manodopera di chi spesso si trova già in situazioni disperate e che accetta qualsiasi genere di trattamento.
Le aziende intermediarie sono ben organizzate e spesso gestite a loro volta da stranieri. Proprio con riferimento a queste ultime figure, gli accertamenti condotti nell'ultima operazione della Guardia di Finanza hanno consentito di scovare 5 intermediari abusivi. Tra le 4 società coinvolte, tutte avevano sede in Trentino Alto Adige ma due erano gestite da rumeni impiantati sul nostro territorio e due invece erano dirette da italiani.
I lavoro irregolare e nero non conosce geografia. E' distribuito in diverse parti del territorio. Presso 39 delle 100 aziende ispezionate negli ultimi due mesi, sono stati 131 i lavoratori irregolarmente impiegati. Sono state coinvolte diverse valli a partire dalla Val di Cembra, la Vallagarina, la Valsugana, la Val d'Adige, la Piana Rotaliana e la Val di Non. Dieci i comuni interessati: Terzolas, Lisignago, Mori, Nogaredo, Levico, Borgo, Novaledo , Trento Mezzocorona e Mezzolombardo.
Per quanto riguarda i settori maggiormente colpiti, oltre a quello agricolo, c'è sicuramente quello alberghiero e della ristorazione. C’è una ripresa nel settore edilizio, segnale questo anche che può derivare da una economia legata alle costruzioni in lenta ripresa.


















