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Lavoro nero e irregolare, la finanza scopre 95 casi in soli tre mesi

Nel trimestre settembre-novembre, le Fiamme Gialle trentine e bolzanine hanno eseguito 105 controlli nei confronti di aziende agricole impegnate nella vendemmia e nella raccolta delle mele di cui 26 con 93 lavoratori completamente “in nero” e 2 iscritti a libro paga ma percettori di salari “fuori busta”

Pubblicato il - 27 novembre 2019 - 18:28

TRENTO. Una piaga continua, una realtà inquietante di un'economia sommersa che non conoscere confini geografici e che tocca anche il Trentino Alto Adige. Lo fa soprattutto nei settori del turismo, dell'edilizia e dell'agricoltura dove ad essere sfruttata è la disperazione delle persone spesso migranti.

 

E' una lotta ormai quotidiana quella portata avanti dagli uomini e dalle donne della Guardia di Finanza di Trento e di Bolzano per contrastare il lavoro nero e irregolare. I dati sono stati presentati dai comandanti di Trento e Bolzano Mario Palumbo e Gabriele Procucci. Dal primo gennaio ad oggi i finanzieri, nelle due province, hanno eseguito 1.194 interventi in materia di sommerso da lavoro e in 217 casi si è arrivati alla scoperta anche di lavoratori “in nero” (394 in tutto) e 843 lavoratori irregolari.

 

“Il fenomeno del lavoro sommerso – è stato spiegato dal colonnello Mario Palumbo – svela profili di scorrettezza che vanno anche oltre a quelli di tipo fiscale e contributivo. Il tema della manodopera a basso costo porta ad una concorrenza sleale che va a danneggiare tutte le aziende”. Dei 1194 interventi in materia di sommerso da lavoro, 625 si riferiscono a Trento mentre 569 a Bolzano.

 

Tra i settori maggiormente controllati troviamo quello dell'agricoltura. Qui è cogente la necessità di disporre di manovalanza in un determinato arco temporale, soprattutto primavera ed estate. C'è poi il bisogno di arrivare ad una velocizzazione dei processi di raccolta, inevitabilmente concentrati in un ristretto arco temporale per evitare il rischio di deperimento.

 

Ed è proprio in questo settore che negli ultimi mesi gli interventi della Guardia di Finanza, grazie a dei controlli mirati e con lo sviluppo di piano coordinato di verifiche nel settore, denominato “Piano Agricoltura”, hanno fatto arrivare importanti risultati.

 

Nel trimestre settembre-novembre, le Fiamme Gialle trentine e bolzanine hanno eseguito 105 controlli nei confronti di aziende agricole impegnate nella vendemmia e nella raccolta delle mele di cui 26 con 93 lavoratori completamente “in nero” e 2 iscritti a libro paga ma percettori di salari “fuori busta”.

 

Nello specifico, le operazioni sul territorio trentino hanno portato a 38 interventi di cui 2 hanno avuto esito irregolare con la scoperta di 13 lavoratori “in nero” di nazionalità italiana, moldava e marocchina. Sempre sul nostro territorio, uno dei lavoratori nel settore agricolo, completamente in nero, é risultato anche percettore del reddito di cittadinanza.

 

I responsabili delle imprese “irregolari” sono stati segnalati ai competenti Uffici del Lavoro, per quanto attiene le violazioni relative all’illecito impiego della manodopera, e all’Agenzia delle Entrate per i profili di carattere strettamente tributario.

 

Nel territorio altoatesino, invece, ammontano a 80 i lavoratori completamente in nero scoperti dalle Fiamme Gialle, la maggior parte dei quali impiegati nella raccolta delle mele. Il dato, sostanzialmente in linea con quello riscontrato lo scorso anno, conferma come il fenomeno del sommerso in agricoltura sia piuttosto diffuso.

 

Nel corso delle operazioni non sono mancati i casi di finanzieri che hanno dovuto ingaggiare veri e propri inseguimenti in mezzo alle campagne, nei confronti di dipendenti che si volevano sottrarre all’individuazione.

 

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