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Belluno
13 agosto | 18:40

La maleducazione dei turisti costringe Cortina a misure drastiche: multe a chi bivacca o mangia su suolo pubblico. Vietato indossare “abbigliamento non consono”

Nel tentativo di porre un argine alle conseguenze del turismo "cafone", il sindaco di Cortina d’Ampezzo ha emanato un'ordinanza per vietare una serie di comportamenti ritenuti lesivi del pubblico decoro, della vivibilità della città e della sua immagine turistica. Ecco quali sono

Foto da Wikipedia, a sinistra di Tiia Monto, a destra di Rino Porrovecchio
Foto da Wikipedia, a sinistra di Tiia Monto, a destra di Rino Porrovecchio

CORTINA D’AMPEZZO. Rifiuti abbandonati ovunque, persone che cucinano nelle aree pubbliche, scarico abusivo di reflui, turisti che bivaccano dove capita. Alla fine il turismo di massa ha costretto a misure drastiche anche il Comune di Cortina d’Ampezzo, tra le mete per eccellenza dell’invasione turistica.

 

Il sindaco Gianluca Lorenzi ha infatti emesso un’ordinanza per la stagione estiva in corso, con una serie di premesse già di per sé esplicative di una situazione ormai fuori controllo.

 

L’obiettivo primario è la tutela del decoro pubblico, della convivenza civile e della vivibilità degli spazi pubblici. “Il perseguimento di tale obiettivo - si legge nell’atto - richiede l'adozione di misure volte a prevenire e contrastare comportamenti che risultino lesivi del decoro urbano e della fruibilità degli spazi pubblici, con conseguente pregiudizio per la qualità della vita dei residenti e per l'immagine stessa della località”.

 

Da qui la presa d’atto che l'incremento dei flussi turistici e le temperature elevate, che non stanno risparmiando neanche le località più in quota, hanno determinato comportamenti definiti incompatibili con quell’obiettivo: c’è chi si sdraia indisturbato sul suolo pubblico, le panchine, i prati lungo le vie cittadine o sui gradini dei monumenti, ma anche consuma cibi e bevande arrecando degrado, intralcio o disturbo.

 

E oltre al disturbo e al danno di immagine a un luogo “particolarmente vocato all'accoglienza turistica”, ciò costringe l’amministrazione a costosi interventi di pulizia straordinaria e genera “una forma di turismo non sostenibile e non rispettosa del contesto”. Da qui l’adozione urgente del provvedimento.

 

Ecco allora i divieti in vigore fino al 15 ottobre nel centro urbano di Cortina d'Ampezzo, nei luoghi pubblici, sui mezzi del trasporto pubblico locale, presso i monumenti e gli edifici di interesse storico, nonché all'interno degli uffici pubblici e degli esercizi commerciali: sdraiarsi sui gradini dei monumenti, dei luoghi di culto o dei luoghi destinati alla memoria dei defunti, nei parcheggi, sulle strade e sulle soglie degli edifici prospicienti la pubblica via e comunque in modo da creare degrado o da costituire un intralcio; bivaccare, mangiare, bere, lavarsi o dormire in forma palesemente indecente, o comunque recando intralcio o disturbo, sul suolo pubblico; ma anche circolare o sostare con abbigliamento non consono.

 

E se il turista, già cafone nel non rispettare regole che dovrebbero valere ovunque anche se non scritte, le ignora? Salvo che il fatto sia già diversamente sanzionato dalla legge, la violazione dell’ordinanza comporterà una multa da 25 a 500 euro.

 

Sperando, finalmente, nel rigore di farla rispettare.

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