"Le feci degli alpinisti inquinano le fonti idriche", stop a tende e bivacchi vicino ai rifugi. Istituita una 'zona rossa' in alta quota: "Obbligatorio l'uso dei bagni delle strutture"
In Francia si corre ai ripari per prevenire i rischi di inquinamento delle fonti idriche dei rifugi causati dei rifiuti e degli escrementi umani di chi bivacca in alta quota

CHAMONIX (Francia). Un'ordinanza comunale per vietare o comunque disciplinare il bivacco nei pressi dei rifugi d'alta quota.
"Estremi rimedi" in campo in Francia, nel territorio alpino di Chamonix, dove preoccupano i rischi di inquinamento delle fonti idriche causati da rifiuti ed escrementi umani lasciati da chi passa la notte fuori dai rifugi.
Un problema che si ripresenta estate dopo estate, e allora la reazione stavolta è "tranchant" come direbbero da quelle parti: "Da oggi al 30 settembre, e poi ogni anno da 1 giugno a 30 settembre, il bivacco in prossimità dei rifugi di alta montagna è consentito esclusivamente dalle 19 alle 9 previa prenotazione obbligatoria da fare in ciascun rifugio".
Il riferimento è ai rifugi Albert 1er, Couvercle, Envers des Aiguilles, Argentière, ognuno dei quali, si legge nella nota rilanciata dal soccorso alpino locale, avrà una "quota massima" di posti per chi bivacca all'esterno.
C'è quindi la suddivisione in zone "gialle" e "rosse" sulla mappa: "Nella zona rossa - recita l'ordinanza - il divieto di bivacco è totale a causa dei rischi di inquinamento delle acque di captazione. È obbligatorio l’uso dei servizi igienici dei rifugi da parte di chi bivacca, al fine di preservare l’ambiente e la qualità delle acque".













