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| 13 agosto | 13:26

Dopo la frana (VIDEO), l'ordinanza chiude il rifugio, ma in 32 salgono e poi pretendono l'elicottero per scendere. Il sindaco nega il soccorso gratuito agli "irresponsabili"

L'ordinanza era chiarissima, ma 32 alpinisti sono saliti al rifugio Goûter, hanno dormito lì e poi chiesto al gestore di contattare le autorità per richiedere l'intervento dell'elicottero. La risposta è stata negativa, perché la situazione era tranquilla il giorno successivo. Risultato? C'è chi ha scelto di scendere a piedi e chi, invece, ha affittato l'elicottero a proprie spese ed è stato trasportato a valle. "Resistiamo. Questa fermezza deve inaugurare una nuova era e creare un precedente" tuona il primo cittadino di di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex

Dopo la frana, l'ordinanza chiude il rifugio, ma in 32 salgono e poi pretendono l'elicottero per scendere

CHAMONIX. Il rifugio era chiuso perché, vista la pericolosità dell'area, il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, aveva emesso un'ordinanza ben precisa. (Qui articolo).

 

"Il periodo di siccità che stiamo attraversando - aveva scritto il primo cittadino del comune francese, in seguito ad una frana che si era abbattuta sul canalone -, fa sì che la pratica dell'alpinismo richieda una vigilanza del tutto particolare. I diversi episodi di ondata di calore, per l'ascesa dell'Aiguille du Goûter e, in particolare per l'attraversamento del "couloir", in importanti cadute di pietre. Di fronte a questa situazione, le compagnie delle guide di Saint-Gervais-Les Contamines e di Chamonix hanno già deciso di sospendere le salite previste sul Monte Bianco finché questa situazione persisterà. Di fronte a questa situazione, ho preso la decisione, tramite un'ordinanza municipale, di chiudere i rifugi di TÊTE ROUSSE e del GOÛTER".

Tutto chiarissimo, lapalissiano, eppure 32 alpinisti hanno deciso ugualmente di salire al rifugio del Goûter, vi hanno trascorso la notte e, al mattino, hanno chiesto al gestore della struttura Antoine Ratin, di allertare i soccorsi, affinché qualcuno venisse a recuperarli - gratuitamente - in elicottero.

 

A quel punto Ratin ha contattato il sindaco Jean-Marc Peillex, inoltrando tale richiesta, che è stata immediatamente respinta al mittente, con tanto durissima nota stampa, nella quale il primo cittadino del comune francese situato alle pendici del Monte Bianco, ha spiegato che i 32 alpinisti "hanno consapevolmente ignorato i consigli delle guide turistiche di Saint-Gervais, Chamonix, Courmayeur e dell'ufficio di alta montagna, che sconsigliavano la scalata o invitavano a tenere conto del rischio di caduta massi, le cui immagini erano state pubblicate sui social media venerdì scorso. Quindi hanno scalato onsapevolmente l'Aiguille du Goûter sapendo che sarebbero poi dovuti ridiscendere".

 

"Con sorpresa - aggiunge - questa mattina (ieri, mercoledì 12 agosto, ndr) sono stato svegliato da una telefonata di Antoine Rattin, responsabile del rifugio Goûter e del suo assistente Mathis Fuchs, pressati dai 32 alpinisti che avevano dormito nel rifugio e che... pretendevano di essere prelevati gratuitamente dall'elicottero della protezione civile o della gendarmeria! Questa mattina, con le condizioni per attraversare il corridoio del Goûter tornate a essere "tranquille", nulla ha impedito loro di iniziare la discesa".

 

Ancora più "dura" è la seconda parte del comunicato di Peillex, pubblicato sul sito ufficiale di Saint-Gervais.

 

"Resistiamo - prosegue il primo cittadino -Dopo essermi consultato con il comandante del PGHM (il Soccorso Alpino francese, ndr), e poiché non si trattava di una situazione pericolosa che richiedesse il loro intervento, ho deciso di autorizzare la compagnia di elicotteri privata CMBH a evacuare questi alpinisti a loro spese. Questo è ciò che è stato fatto, tranne per alcuni che sono scesi... a piedi senza problemi. Il rifugio Goûter è ora vuoto, in attesa che la montagna torni ad essere accessibile. Questa fermezza deve inaugurare una nuova era e creare un "precedente" che permetta la riforma delle norme francesi in materia di soccorso, riservandole esclusivamente ai casi di reale necessità, e facendo sì che chi si comporta in modo irresponsabile paghi per i propri abusi e rischi. Per decenni, sotto la maschera di principi sacrosanti come "la montagna è uno spazio di libertà" e "la Francia è generosa e deve aiutare e assistere tutti", persino gli irresponsabili. È ora di porre fine a tutto questo!".

 

Dunque c'è stato chi ha deciso di affrontare a piedi la discesa, mentre altri hanno affittato l'elicottero, che è salito al rifugio, recuperato gli alpinisti e li ha trasportati a valle. Ovviamente, a proprie spese.

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